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Maradona, la lettera struggente di Marra: "Adesso non sono più figlio unico"


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Maradona, la lettera struggente di Marra: Adesso non sono più figlio unico

Bruno Marra ha dedicato una struggente lettera a Maradona nel giorno del suo sessantunesimo compleanno: "Avevo 14 anni quando arrivò Diego".


Nel giorno del sessantunesimo compleanno di Diego Maradona, Bruno Marra, giornalista e scrittore napoletano, ha ricordato il Pibe de Oro attraverso il suo profilo Facebook: "Avevo 14 anni quando arrivò Maradona. Da poco tempo mi ero reso conto che il destino mi aveva affidato alle onde di un mare azzurro che mi accolse mosso, agitato. Pieno di furia e tempeste. Come se l’amore di un popolo intero non gli bastasse. Sono nato figlio unico, con l’abitudine alla solitudine e la necessità dell’ingegno. Giorni lunghi in cui l’esuberanza della fantasia doveva sfidare il lento incedere della malinconia. Ma da quell’ultimo giorno di giugno non mi sentii più solo. Diego diventò il mio amico. Mi riempiva le giornate col sorriso e di una speranza che non avevo mai conosciuto. E, col tempo, mi sembrò quasi un fratello".


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"La sera abitava sul mio comodino e stava lì fino a quando non dormivo. Ma poi nel sonno me lo abbracciavo di nascosto e si riposava pure lui, accanto a me nel mio lettino. Ero piccolo, ma avevo già capito che c’era qualcosa di speciale. Perché io durante la settimana gli confessavo un desiderio. E lui la domenica lo faceva diventare vero. Una volta, due volte, cento volte. E non c’entrava nulla la mia fantasia, non ero solo io. Perché cominciò a crederci pure mio padre. Che non credeva più neppure a Dio".


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"Fino a quando, come lui, anche tutti quelli adulti, ammalati e vinti dalla delusione di chissà quanti anni, iniziarono a comprendere che non esisteva solo sofferenza e dolore. E che le lacrime potevano contenere anche la gioia e la Luce di un altro colore. Ecco cosa è stato per me Maradona, la risposta ad una preghiera. La stessa preghiera che ora unisce il Mondo intero. Adesso che Diego è sceso dal mio comodino. E io non sono più figlio unico… B-DIEGO. ETERNO D10S". Ha concluso con commozione lo scrittore napoletano nella sua lettera d'amore al più grande calciatore di sempre.


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Gaetano Brunetti
Giornalista pubblicista dal 2012, ama da sempre il giornalismo. In passato ha collaborato tra l'altro con Cronache di Napoli ed Il Roma. Premiato alla 22° edizione dell'Oscar Campano del Calcio.
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