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Maradona ha fatto l'ultimo miracolo stanotte. Ma per gli stupidi non c'è alcuna speranza


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Maradona ha fatto l'ultimo miracolo stanotte. Ma per gli stupidi non c'è alcuna speranza

Una nottata indimenticabile è appena trascorsa nel dolore e tra le lacrime, i napoletani non la dimenticheranno. Soprattutto per i miracoli.


“Passami una goccia di caffè, ce n’è un po’?”. “Proprio una goccia. Cosa ne devi fare?”. “Quanto basta per una sigaretta”. “Ma tu non fumi”. “Quasi niente, lo sai, ma facciamo un’eccezione: questa non è una notte qualunque". Tante luci accese e scene più o meno simili nelle case dei napoletani, in pochi hanno preso sonno. Quella che è passata è stata la lunga notte dei miracoli, li ha fatti tutti Maradona: vestito da Babbo Natale lancia ricordi e nostalgie infantili nelle nostre teste attraverso il camino del cuore… che arde… che brucia, brucia, brucia. Pare che il suo si sia fermato e così si tiene in vita alimentando quelli di chi lo ama infinitamente. Sono tanti, miliardi. Quanto basta per essere trasversale alle memorie. Sguscio noccioline, nemmeno le mangio. Il semplice gusto di scartare qualcosa, come faceva “Isso”. E per buttare le bucce sul fuoco, per vedere fiammate improvvise. Un po’ di grappa pure scalda, fa bene. Servirebbe un sigaro cubano e un tango della buena suerte in sottofondo. Ne sentiamo i sapori, sentiamo pure Pino e una battuta di Massimo. Vediamo i regali sotto l’albero e un grande Re Magio argentino sul presepe. L'unico che tolleriamo, perché lui, al contempo, è pure 'o Nennillo.


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Stanotte hanno riaperto i musei, la gente era in strada, si sono riaccese le luci negli stadi di tutto il mondo. E noi siamo stati lì, ovunque, senza mascherina. Solo Diego Maradona poteva palleggiare pure con il Covid. I tifosi delle altre squadre, di Lazio, Roma, Juventus, Milan, Inter, le bandiere e i dirigenti dei club di ieri e di oggi, tutti si inchinano al Capitano di questa unica squadra del pallone. Che miracolo, Diego, quante persone hanno gettato nelle fiamme le corazze facendo emergere il fatidico “sì, lo ammetto, è stato il più grande”. C’è chi fa il “duro”, chi fa i soliti servizi spazzatura in tv parlando di camorra, di droga. Bisogna comprenderli e perdonarli, per gli stupidi non c'è alcuna speranza. E poi ogni notte che si rispetti ha una parte di incubo per dare più valore ai sogni. E noi ti sogniamo, Pibe, supereroe della nostra infanzia. Un’infanzia per ogni età: da quando sei arrivato a Napoli, vecchi, adulti, giovani e bambini sono addivintate tutte criature attuorno a nu suonno bello assaje.


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Stiamo ballando ‘o tango sotto ‘e coscie ‘e Maradona mentre l’alba del primo giorno senza Diego si avvicina. Maradona, il senso del 10. Il calcio è semplice: un portiere e 10 calciatori. Quello è il significato di quel numero da quando è finito sulle sue spalle. Lui era tutta la squadra, tutti e 10 (l'1 del portiere è compreso): portava addosso il peso complessivo senza farlo pesare ai compagni. Anzi, li faceva sentire più leggeri. Gli faceva credere di essere dei fenomeni. Li convinceva a tal punto che davvero lo diventavano. La legge di attrazione cara ai taumaturghi. Dieguito, stella cometa abbagliante, si è frantumato in mille pezzi per darne un po’ a tutti. Stanotte anche alcune amicizie, che sembravano rotte, si sono ricomposte nelle lacrime e nel nome di D10S. E questo cos’è, se non un miracolo? 

Tutti stanno dicendo a Maradona di riposare in pace. Impossibile, ha vissuto appena 600 anni in 60 (60x10). Uno come Diego non potrà mai riposare. Lui è il movimento ed il suono dell’Universo. Si spegnerà, forse, solo quando l’umanità sarà cancellata e non avrà più memoria. E nemmeno sono convinto perché nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma. Dunque Diego sarà in un’altra traiettoria inspiegabile, in un altro sinistro che farà tremare ancora - come nessuno mai - l’asse dei mondi che verranno. In quell’istante il nuovo si riconoscerà, sentirà l’eco di sè. E noi con lui, a bocca aperta, davanti ad un altro miracolo.

Luca Cirillo


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Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.
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