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"Maradona era circondato da spacciatori e prostitute. Raccontavo tutto a Moggi"

Il racconto dell'investigatore privato che la SSC Napoli mise sulle tracce di Diego Armando Maradona ai tempi della sua esperienza in azzurro.


RedazioneRedazioneTestata giornalistica

02/04/2022 11:06 - Altre notizie
Maradona era circondato da spacciatori e prostitute. Raccontavo tutto a Moggi

Antonino Restino, investigatore privato del Gruppo Az Investigation, ha seguito Diego Armando Maradona per diversi anni ai tempi di Napoli. Il Mattino riporta alcune delle sue dichiarazioni: "All’epoca, fine anni ’80, la questura di Napoli mi segnalò l’interesse del presidente Ferlaino nel far seguire Maradona – racconta all’Adnkronos – per conoscere frequentazioni e stile di vita di Diego. Ero molto giovane ed emozionatissimo accettai, Diego era il più grosso patrimonio del Napoli e della città. E’ nata così la storia che mi ha portato a seguirlo per due anni. Lo abbiamo pedinato ininterrottamente, abbiamo vissuto corpo a corpo – svela – sapevamo tutto ciò che faceva fuori dal campo. Quando consegnavo le prove che cercavano delle sue notti insonni, speravo che i dirigenti del club intervenissero, invece Luciano Moggi ascoltava i miei report in silenzio e poi nulla cambiava".

"Non capivo il perché, ma col passare del tempo l’ho capito: Diego non avrebbe accettato intromissioni nella sua vita. Da nessuno. Pure se il Napoli gli avesse sbattuto in faccia le prove di quello che faceva, non avrebbe cambiato di una virgola il suo modo di fare, i cuoi comportamenti. Lo pedinavo per lavoro, ma ero incantato da lui. Ne ero affascinato, perché per il Napoli avrei fatto qualsiasi cosa. Provai molte volte la tentazione di uscire dal mio ruolo e di avvicinarmi per metterlo in guardia, da amico, per dirgli di mandare al diavolo quell’esercito di approfittatori, curiosi, spacciatori e puttane che lo assediava e ritrovare la natura solare, vitale e generosa, che era l’essenza del suo talento".


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"Il mio rammarico è non avergli mai detto nulla, per mantenere fermi i miei principi di lavoro. E’ il mio più grosso rimpianto. Tante volte avrei voluto fermarlo per dirgli ‘stai facendo un errore grosso, non uscire con quelle persone’. Non l’ho mai fatto e oggi ne sono pentito, forse avrei potuto aiutarlo”, conclude, commosso, Antonino Restino.


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