Maradona compie 62 anni, a Napoli e in Argentina è il Natale del calcio: social in tilt!

Oggi è il giorno in cui nacque il più grande artista del pallone di tutti i tempi, colui che seppe trasformare il gioco in magia e in lotta al servizio degli ultimi.
Luciano Spalletti, tecnico del Napoli, per definire Diego Armando Maradona ha citato Schopenhauer nell'ultima conferenza stampa pre-partita: "La differenza tra lui e gli altri giocatori? Le parole di Schopenhauer sulla differenza tra il talento e il genio. Il talento colpisce bersagli che gli altri non colpiscono, il genio colpisce bersagli che gli altri non vedono". E oggi quel talentuoso genio argentino che indossava la maglia numero 10 del Napoli e dell'Argentina, compie - sì, compie - 62 anni. Dieguito non ha tempo, ma i comuni mortali come noi si aggrappano a tutto pur di provare - invano - a misurarlo. Lui è un dono divino e come tale si dovrebbe prendere. Tuttavia subentra l'incredulità e il bisogno di usare parametri umani per comprendere. Un po' come una persona che nuota controcorrente mentre Troisi lo guarda e dice a Leonardo: "Non ce la fa". L'ideale sarebbe lasciarsi andare per scorgere tra i riflessi del corso d'acqua la straordinaria perversione di chi ci ha mandato su questa terra, cioè 'o tiempo, Ddio...
Oggi è il Natale del calcio, come lo era del resto prima che Maradona partisse per altri lidi. E come lo sarà per sempre: 30 ottobre 1960, quando tutto ebbe inizio. A Napoli e in Argentina i social sono letteralmente inondati di immagini, video, aneddoti e messaggi di ogni genere. Diego diceva di sè: "Non sarò mai un uomo comune". E nemmeno questo giorno potrà mai essere un giorno come gli altri. Almeno per chi lo ama profondamente prima come uomo e poi come calciatore. Pelusa ha segnato le nostre vite come solo una leggenda senza tempo può fare. Immaginate il mondo tra 100 anni: di chi si parlerà ancora? Di Gesù? Sì. Di Leonardo Da Vinci? Non c'è dubbio. Di Mozart? Sicuramente. E poi di Diego Armando Maradona, claro, il più umano degli Dei, colui che usò il calcio per disegnare traiettorie di ben altra bellezza e grandezza. Un eterno bambino che amò la vita come pochi e mise la sua anche al servizio di chi la vita se la suda amaramente.








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