Mandragora e gli insulti via web: perché Napoli non protegge i suoi figli?

Rolando Mandragora, napoletano del quartiere di Scampia, è stato accostato nelle ultime settimane anche al club di De Laurentiis.
Ho avuto personalmente modo di intervistare Rolando Mandragora in un paio di occasioni. Mi ha colpito la sua umiltà e la grande voglia di emergere, la consapevolezza di non sentirsi arrivato. Lui così lontano dalla spocchia mostrata da personaggi di dubbio talento. Il centrocampista classe 1997 è diventato una certezza in Serie A. Un calciatore di valore, considerato anche dal commissario tecnico della Nazionale, Roberto Mancini. Nelle ultime settimane si è parlato di un possibile passaggio di Rolando al Napoli. Sia chiaro, si tratta di rumors. Nulla di concreto al momento.
Mi ha colpito leggere le tante offese al ragazzo piovutegli addosso da diversi napoletani ("Gobbo di m***a" è una delle tante, ndr). Rolando Mandragora, secondo alcuni, avrebbe una unica colpa: quella di avere vestito la maglia della Juventus (società che ne detiene anche il cartellino). L'Uomo andrebbe invece apprezzato. Lui, partito da un quartiere popolare napoletano, è riuscito a farsi strada nel mondo del calcio diventandone un assoluto protagonista. La rivalità calcistica non può portare a denigrare un napoletano che ha il grande merito di avere coronato il suo sogno. Napoli dovrebbe proteggere i propri figli, difenderli, ma non sempre ci riesce...








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