Lo chiamavano "lo stordito", ora è leggenda. Non facciamo lo stesso errore con Sarri!

Finì settimo nel campionato italiano. A Roma (e non solo) lo chiamavano "il demental coach". I più generosi lo definivano "lo stordito".
Finì settimo nel campionato italiano. A Roma (e non solo) lo chiamavano "il demental coach". I più generosi lo definivano "lo stordito". Eppure aveva delle buone idee, aveva bisogno solo di tempo per poterle applicare. Ma in Italia non ti danno tempo, si pretende sempre tutto e subito. Ieri sera Luis Enrique è passato alla storia. Ha una squadra di fuoriclasse, è vero. Nessun team al mondo, tuttavia, in Champions League, era riuscito a ribaltare uno 0-4. Lui ci è riuscito infliggendo una lezione pesantissima ad un avversario dal valore economico spaventoso (superiore ai 400 milioni). A Napoli qualcuno se la prende con Maurizio Sarri. La sua colpa? Quella di non aver vinto trofei. Eppure anche lui, come Luis Enrique, ha delle idee chiare, fa giocare benissimo le sue squadre. L'ambiente deve proteggerlo. Il Napoli ha un grande allenatore, invidiato da mezza Europa. Ha bisogno di calciatori adeguati per vincere, ma il suo progetto è quello giusto. Non aspettiamo che siano altri a goderselo, ma cerchiamo di preservare un patrimonio del calcio Napoli e del campionato italiano. Il Napoli del futuro dovrà ripartire da Maurizio Sarri.








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