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Lavezzi, uomo coerente e vero. Tra 10 anni però...


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Lavezzi, uomo coerente e vero. Tra 10 anni però...

Traditore. Mercenario. Tali scritte appaiono in numero consistente sui vari forum e social network che parlano del Napoli. Strano il destino del calciatore azzurro più amato degli ultimi 20 anni.


Traditore. Mercenario. Tali scritte appaiono in numero consistente sui vari forum e social network che parlano del Napoli. Strano il destino di Ezequiel Lavezzi, il calciatore azzurro più amato degli ultimi 20 anni. Ma è davvero cosi? E' giusto definire in tale modo chi ha portato in alto il nome di Napoli in Italia e nel mondo? Traditore è colui che promette amore eterno ad una squadra per poi tirarsi indietro per convenienza. Esempi di tale tipologia di calciatori ce ne sono a iosa. Ricordate le frasi di Berlusconi su Kakà? Il presidente del Milan pronunciò tali testuali parole: "Ricardo rinuncia ai soldi del Real Madrid e non chiederà l'aumento dell'ingaggio, preferisce restare al Milan. E' un ragazzo straordinario, eccezionale, l'esempio che deve essere seguito nello sport. E' un grande uomo. Ha rinunciato ai soldi dicendo che preferisce l'affetto della gente, il Milan, l'amicizia dei suoi compagni. E' qualcuno che crede in quello che fa". Inutile stare qui a ricordare il seguito. Avete invece mai visto Ezequiel Lavezzi dichiarare amore eterno al Napoli? Il Pocho è sempre stato fin troppo sincero con i suoi tifosi. Ha sempre detto ciò che pensava, a costo anche di essere inviso a parte della torcida azzurra. Ha sempre sostenuto di sentirsi oppresso dall'ambiente napoletano. E' bello, infatti, essere ricchi, idolatrati, ma la serenità è un bene preziosissimo, un bene che nemmeno un nababbo come lui può acquistare. Un 27enne non può nascondersi nel portabagagli di un'auto per fuggire da chi lo ama. A quell'età, magari, è bello anche fare un giro in macchina, prendere una boccata d'aria senza la paura di ritrovarsi migliaia di tifosi che arrivano a spingerti, a trascinarti via per una foto, un autografo. Direte, Maradona ha resistito per più tempo ed è il calciatore più forte di tutti i tempi. Diego, tuttavia, aveva un carattere profondamente diverso. Era come i napoletani, un vero scugnizzo. Era geniale, esuberante, irresistibile dentro e fuori dal campo. I tifosi ammiravano le sue gesta in campo, ma pendevano dalle sue labbra anche quando l'argentino proferiva parola, quando dichiarava guerra ai grandi club del nord. Sapevano che non li avrebbe delusi. Il Pibe de Oro manteneva sempre le sue promesse. Lavezzi è profondamente diverso. Ha sempre conosciuto un solo linguaggio: quello del campo. Fuori dal prato verde è un ragazzo schivo, riservato. Ricordate il suo volto stranito al cospetto di Raffaella Carrà nel corso di una sua partecipazione televisiva a "Carramba che sorpresa"? Poche parole, nessun discorso volto ad entusiasmare la piazza. Il Pocho è sempre stato troppo sincero per mentire alla sua gente. La sua riconoscenza verso i napoletani, sentimento assai diverso dall'amore, la dimostrava in campo. Lì non ha mai tradito i napoletani, ha sempre fatto il proprio dovere, fino all'ultimo. Parliamoci chiaro. Senza Lavezzi il Napoli non avrebbe mai battuto la Juventus, almeno non nei tempi regolamentari e, conoscendo la scarsa vena realizzativa degli azzurri dagli 11 metri, probabilmente neanche dopo. La gara era bloccata, poteva essere decisa solo da una giocata, da un lampo, dal guizzo di un campione. Poteva essere decisa solo da Ezequiel Lavezzi. E allora grazie Pocho per non averci mai illuso, per non aver mai alimentato false speranze. Grazie per non aver mai disatteso i nostri sogni, le nostre aspettative. Grazie per non averci mai preso in giro. Grazie per averci regalato 1000 e più gioie. Grazie insomma per questi 5 meravigliosi anni. Non pensare, però, di essere sfuggito all'amore incondizionato del tifo azzurro. Quando tra 10 anni e più appenderai gli scarpini al chiodo e non avrai milioni di tifosi che ti osannano, ci sarà sempre qualcuno che, in qualunque posto del mondo, ti griderà forte: "Pocho, Pocho". E contaci, quel qualcuno sarà sicuramente un tifoso del Napoli... E allora quel coro ti sembrerà bello come non mai...


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Francesco Manno
Giornalista pubblicista dal 2006, è laureato in scienze della comunicazione. Ha vinto l'Oscar Campano per la sua professionalità. Ha inoltre condotto e diretto diversi programmi radio e TV.
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