Lavezzi dice addio al calcio con Napoli nel cuore, incredibile ciò che accadeva fuori casa a Marechiaro

Lavezzi dice addio al calcio, la città di Napoli sarà sempre grata al campione argentino che con le sue piroette fece sognare un intero popolo.
Ezequiel Ivan Lavezzi arrivò a Napoli da sconosciuto, eppure Piepaolo Marino sorrideva sornione. Un motivo c'era, eccome. L'allora direttore generale del club azzurro credeva molto nelle qualità del giocatore di Villa Gobernador Galvez, sobborgo di Rosario, la sua intuzione fu totalmente ripagata a suon di piroette e giocate da sballo. Dopo anni di torpore e asetticità di talenti, Napoli tornò a sognare ad occhi aperti grazie alle giocate del funambolo argentino che riuscì ad entrare nel cuore dei tifosi senza mai più uscirvi.
Lavezzi diventò un idolo della torcida, le sue scorribande sui motorini, in macchina, le sue serate in discoteca e le donne che impazzivano al sol pensiero, la casa del Pocho a Marechiaro diventò come un Santuario, ad ogni ora del giorno i tifosi - incredibilmente - aspettavano tornasse dagli allenamenti per scattarsi un selfie e farsi firmare qualche maglia. Oggi, con il suo addio al calcio, un pezzo recondito della vita di ogni napoletano viene ricordato con emozione e sensazioni che solo lui ha fatto provare ad un popolo che atavicamente ha bisogno di idolatrare per sentirsi sempre... vivo.








Napoli-Frosinone: 3-0, commento e analisi in 3 minuti
Il Napoli ha già scelto il sostituto di Anguissa
Napoli, calendario Champions 2026-2027: data e ora delle 8 gare
"1 agosto 1926", coro e testo
"Sono napoletano", coro e testo
Guarda tutti i video pubblicati su AreaNapoli.it
