La lettera di Lanzetta per Ciro Esposito fa il giro del web: "Scusami, quelle pallottole bastarde..."

Proprio in questi giorni c'è stato il "vituperato" sconto di pena all'assassino De Santis, il poeta ha voluto omaggiare il giovane tifoso con questa struggente lettera che ha fatto il giro del web.
Peppe Lanzetta, noto attore e poeta napoletano, ha pubblicato una bellissima "lettera a Ciro Esposito", tifoso del Napoli scomparso dopo i fatti della finale di Coppa Italia del 3 maggio 2014 a Roma. Proprio in questi giorni c'è stato il "vituperato" sconto di pena all'assassino De Santis, il poeta ha voluto omaggiare il giovane tifoso con questa struggente lettera che ha fatto il giro del web:
"Scusami Ciro se non son venuto.
C'era troppo rumore attorno alla tua morte, troppe persone se la son venduta e troppe se la son comprata.
Questo pazzo mondo non lo capisco più, ti ha lasciato per terra senza una ragione che non fosse l'odio.
Ma dell'odio amico mio che ce ne facciamo?
Ho abbracciato i tuoi anni ricordando i miei e proprio no, non riuscirò mai a comprendere perche'.
Il tuo volto radioso dietro una bandiera, i tuoi occhi chiari dietro una preghiera, il tuo sorriso pulito che non vedrà piu' sera in questa inutile guerra senza piu' frontiere.
Tu per il calcio, un altro per la fede, un altro ancora per le armi e poi territori, etnie e rancori e possessi e inutili ragioni accampate per far fuori l'altro che è vestito come te, giovane come te, da sposarsi come te.
I tuoi confetti sono bastarde pallottole entrate e mai uscite la partita doppia della vita poi non torna più.
Si piange tutt'insieme, si urla tutt'insieme, ci si ritrova tutti insieme attorno a feretri che nessuno vorrebbe più.
Gira la palla, a volte si fa gol, si esulta e poi si torna a casa da qualcuno che ci aspetta.
E' forte il desiderio di amore, amico mio, eppure ancora una volta piangiamo di dolore.
Scusami se non son venuto, la mia guerra mi ha portato altrove tra polvere secca e suoni fintamente colorati, riposa all'ombra di un pino che sa di mare, di vento, di fiori selvatici e erbe che possano lenire quella rabbia che resta a chi resta, a chi si domanderà perchè, a chi si sveglierà e non ti troverà e alzerà gli occhi al cielo mentre altre granate scenderanno ad offendere la sera.
Noi intanto qui si spera."







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