"La guerra della Superlega non è finita, queste le domande che dovremmo porci"

Sulla pagina di facebook "La Napoli bene", si legge: "I club potevano sedersi al tavolo e fare la voce grossa se gli andava bene, invece è stato un fiasco".
Sulla seguitissima pagina "La Napoli bene", a firma di Peregrino Fernandez, un post di commento sulla Superlega: "La guerra tra blocchi di potere, alias Superlega vs UEFA-FIFA, degli ultimi giorni ci ripropone un atavico interrogativo: perché, spesso, vediamo i nostri nemici più potenti e furbi di quanto siano? E perché pensiamo che la loro vittoria sia ineluttabile? Fermo restando che non si deve mai sottovalutare l'avversario, sono rimasto stupito di come molti credano che tutto lo "spettacolo" a cui abbiamo assistito sia solo un passaggio per il raggiungimento di uno scopo ben preciso (che ovviamente non si conosce). Ora, premesso che stesso i protagonisti della vicenda potrebbero avere un quadro informativo parziale, figuriamoci noi, io dico: stiamo ai fatti".
Ed inoltre: "Perché questo tentativo fallito di creare una nuova lega dovrebbe aumentare il potere contrattuale di questi signori? Potevano sedersi al tavolo e fare la voce grossa se gli andava bene, invece è stato un fiasco. Sempre stando ai fatti, dopo che era già ufficiale il ritiro di City e Chelsea, Agnelli rilascia un'intervista ad uno dei suoi giornali dicendo "fra i nostri club c'è un patto di sangue" e che il progetto "ha il 100% di possibilità di successo". Qui, perdonatemi, ma non ha senso rilasciare una dichiarazione che già sai sarà smentita, non c'è dietrologia che tenga: è il disperato tentativo di giocare al rilancio. Peccato che tutto il mondo già sapeva che i fatti stavano andando in altra direzione. E poco cambia che i club avessero l'accordo con JP Morgan, anche perché (e qui entriamo nel campo delle ipotesi) SE - come ho sentito - la banca in questione era già creditrice di diverse società, allora aveva solo interesse a rendere il progetto credibile. Insomma anche i ricchi piangono e conoscono la paura del tracollo, così forse si spiega l'urlo disperato di Florentino Perez: "devono aiutarci a trovare un modo per generare soldi". Sì, perché è tutto lì, lo sport non c'entra più nulla. Già lo sapevamo, ma ora ce lo dicono chiaro e tondo con un'insopportabile arroganza. Inutile fargli notare che forse dovrebbero trovare un rimedio per evitare che questi tracolli si ripetano, non lo capirebbe. Il capitalista non è diverso dal tossico spiantato che cerca due lire per rifarsi. La guerra, con ogni probabilità, non è finita. È stato un bene evitare l'ulteriore deriva rappresentata dalla Superlega, ma non ci dobbiamo accontentare dello stato attuale perché è la melma che ha generato questi mostri. Il mantenimento di queste condizioni, che rappresenta una vittoria per chi ha devastato il calcio (Uefa, società e procuratori), non è ineluttabile. Poi, se ve lo volete dire per esonerarvi da ogni gesto di protesta, allora il discorso cambia, però, cortesemente, non rompeteci le scatole".








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