La FIGC mandò il Napoli in C senza "pietà", adesso paghi: ccà nisciuno è fesso

La FIGC mandò il Napoli in Serie C senza scrupoli, adesso paghi la clausola al presidente Aurelio De Laurentiis per mettere sotto contratto Spalletti.
La Federazione Italiana Giuoco Calcio nel 2004 non esitò a cancellare il Calcio Napoli dalla Serie B per spedirlo in Serie C1, dopo il fallimento della società di Corrado Ferlaino. In precedenza erano stati salvati club con debiti maggiori accumulati, rispetto alla vecchia società partenopea. Ma il massimo organismo calcistico nazionale applicò le regole senza farsi scrupoli e senza tener conto del bacino d'utenza calcistico della terza città d'Italia, una big del calcio nazionale, con i suoi anni di storia e i trofei vinti.
Dopo che il tribunale decretò il fallimento del vecchio Calcio Napoli, quando il titolo passò nelle mani di Aurelio De Laurentiis, la federazione non tenne conto della sua storia, del blasone, di nulla e mandò la squadra azzurra nella Serie C1, dove non era mai stata. Due anni di Purgatorio e poi il ritorno in Serie B, fino alla scalata che ha portato la SSC Napoli a diventare Campione d'Italia a distanza di 33 anni dall'ultima volta.
Ora c'è un contenzioso in atto con la querelle relativa a Spalletti, visto che al Napoli nessuno ha regalato mai nulla, la Federazione pagasse la clausola presente nel contratto del tecnico di Certaldo, perché come ha detto De Laurentiis è una questione di principio. Diceva il Principe De Curtis: ccà nisciuno è fesso... cari Gravina e company.








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