"La faccia nera l'ho dipinta per essere notato". La lezione di Osimhen e Pino Daniele ai razzisti veneziani

Victor Osimhen e Pino Daniele, ognuno a modo suo, ha dato una grande lezione ai razzisti veneziani dello Stadio Penzo zittiti dalle gesta del centravanti nigeriano.
Pino Daniele, volendo fare un parallelo in chiave canora e "sanremese" è sempre stato avanguardista e precursore, nei suoi testi-denuncia che hanno fatto la storia della musica italiana ed internazionale. Il cantautore di Santa Maria la Nova ha segnato un'epoca con le sue canzoni, ma anche per la magnificenza dei suoi testi. Nella famosissima "Je so' pazzo" pubblicata nell'album "Pino Daniele" del 1979, il poeta partenopeo scrive una frase che in realtà è una lapide contro i razzisti di ogni genere, che distrugge le discriminazioni.
"E chi dice che Masaniello, poi negro non sia più bello? E non sono menomato, sono pure diplomato, e la faccia nera l'ho dipinta per essere notato, Masaniello è crisciuto, Masaniello è turnato, je so' pazzo... je so' pazzo... nun ce scassate o ca**o!". Un modo per andare al cuore della situazione e dare a modo suo una lezione di vita ai razzisti del mondo.
Un po' come ha fatto Victor Osimhen quest'oggi a Venezia, che incurante dei cori inneggianti il Vesuvio contro i napoletani, è volato più alto di tutti, sul campanile di Piazza San Marco ed ha rotto gli equilibri del match, chiuso poi da Andrea Petagna. Una bella lezione per i razzisti veneziani, zittiti dal centravanti nigeriano, che ha chiuso la questione a modo suo. Presentandosi in Maschera al Carnevale veneziano del Penzo.






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