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La conferenza ipotetica di Sarri, le parole che avrebbe voluto dire: "A Torino per..."


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La conferenza ipotetica di Sarri, le parole che avrebbe voluto dire: A Torino per...

Maurizio Sarri resta in silenzio anche alla vigilia di Juventus–Napoli. Quanto è triste ormai abituarsi a non sentire la sua voce.


In principio era il verbo. Che poi è stato smarrito. Per scelta o per imposizione. E così Maurizio Sarri resta in silenzio anche alla vigilia di Juventus – Napoli. Quanto è triste ormai abituarsi a non sentire la sua voce. A non percepire ciò che il tecnico sente dentro di sè. A non testare il suo stato d'animo. Non sentiremo le sue parole che avrebbero potuto dare ulteriore carica, una dose di grinta e di adrenalina in più in vista della sfida dell'anno. Ciro Accardo per NapoliSport.net ha provato ad immaginare una conferenza stampa ipotetica di Maurizio Sarri:


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"Siamo arrivati a questo punto. Abbiamo fatto un campionato sopra le nostre aspettative. Ce la giocheremo, andremo a Torino senza paura. Siamo a -4 a cinque gare dalla fine. Se me lo avessero detto a luglio, avrei detto dove devo firmare? Ho una carica immensa, spero di averla trasmessa in settimana ai ragazzi. È un'occasione storica. Possiamo redigere una pagina importante del calcio italiano. Siamo consapevoli delle nostre forze. E della grandezza della squadra che andremo ad affrontare. È la squadra più titolata d'Italia. L'eccellenza del nostro Paese all'estero. Non ho visto la gara con il Real Madrid ma mi hanno detto che stava sfiorando l'impresa. Voglio vedere una squadra cazzuta, affamata. Col sangue agli occhi. Pronta a dare battaglia su ogni pallone, in tutti i contrasti. Voglio vedere una partita del genere. Per la gente di Napoli. Facciamolo per la gente di Napoli. Per chi è in partenza per Torino. Per chi ci ha emozionato oggi al San Paolo e poi a Capodichino. Facciamolo per chi stanotte non riuscirà a prendere sonno. È l'occasione della vita. Per me e per loro. Qualcuno mi dirà che il calcio è un semplice gioco. Ed io rispondo che non hanno capito un tubo. Ma quale gioco. Il calcio in questa città è ragione di vita. Vuol dire dare una speranza a chi purtroppo vive una realtà difficile. Significa dare una fonte di guadagno per molti. Quel pallone a Napoli vuol dire evadere dalla realtà, aggrapparsi ancora con forza ad un sogno che porterebbe una festa che i giovani hanno soltanto visto in videocassetta. Dispiace che i tifosi non potranno partire dalla Campania. Sono regole, imposizioni da rispettare. Da ingoiare con tanta rabbia. Però spero di abbracciarli domenica notte all'aeroporto. Spero di regalare una gioia e di continuare a sperare in un miracolo. Non ci snatureremo. Andremo lì con la lucida follia di essere sempre gli stessi. Mettendo in campo quell'idea di bellezza che ci ha portato fin qui. Abbiamo il desiderio di regalare qualcosa di storico a questa città. Anche io come tutti voi, ho un sogno nel cuore..."


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