La commovente storia di Don Segundo, lo straordinario "padre" di Carlos Tevez
Segundo Tevez, oovvero una persona piena di valori e con una dignità infinita in un posto difficile dove ancora oggi non è affatto facile coltivarli.

Quattro anni fa ci ha lasciati Don Segundo. Molti non conoscono questo signore. Ma in realtà si tratta del "padre" di Carlos Martinez, poi diventato Tevez. Non è il papà biologico del campione argentino che tutti conosciamo, ma per quello che ha fatto per lui, è molto più di un genitore.
Poco prima che Carlitos nascesse - scrive Romanzo Calcistico - il suo papà biologico era stato ucciso in una sparatoria e, con la madre che non era in grado di poterlo crescere, a prendersi cura in tutto e per tutto del piccolo Carlitos fu proprio lui, Segundo Tevez. Lo tirò su un figlio nonostante ne avesse un altro da sfamare in un quartiere, Fuerte Apache, pericolosissimo e con poche prospettive da dare. Fece enormi sacrifici, a volte immani, per cercare di non far mancare nulla alla sua famiglia senza ricorrere alla criminalità (cosa che per disperazione o piacere in tanti facevano e fanno da quelle parti), lavorando anche di notte.
In un'intervista a TyC Sports, Carlos Tevez aveva parlato così di lui: "Si è preso cura di me come fossi suo figlio. Si è preso cura di qualcosa che non doveva. In tutta la mia vita non ha mai fatto la differenza con El Chueco, che era suo figlio. Mai. Questo è Segundo, quello che ha messo la famiglia sulle spalle e l'ha portata avanti. Mi ha sempre spinto nel fare quello che più amavo, cioè giocare a calcio. Ha sempre lavorato duramente e, anche quando poi sono cresciuto e ho iniziato a guadagnare dei soldi, non ha mai voluto che io lo aiutassi finanziariamente. Diceva che costruire muri era la sua vita...".
Don Segundo Tevez non fu solo il papà adottivo di Carlos. Lo scorso 21 febbraio il quarto anniversario della morte ed è bello ricordare il suo esempio. L’esempio di una persona piena di valori e con una dignità infinita, in un posto dove non è affatto facile coltivarli. L’esempio di un vero “Padre”, l’esempio di un vero di “Uomo”. Entrambe rigorosamente con la lettera maiuscola.








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