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La bellezza del calcio e il pericolo inquietante che fa tremare i polsi


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La bellezza del calcio e il pericolo inquietante che fa tremare i polsi

Tensione alle stelle, il modo trema. Gli amanti del calcio in queste ore si ritufferanno nel gioco, nel campionato, nella lotta scudetto, nelle polemiche.


 Dopo la meravigliosa ed emozionante tre giorni di coppe europee che ha regalato l’impresa della Roma contro il Barcellona, le polemiche per la mancata qualificazione della Juventus a causa di un rigore concesso al Real Madrid allo scadere, e l’inspiegabile sconfitta della Lazio a Salisburgo, non si placano ancora le polemiche e gli sfottò. E’ la bellezza del  calcio, quella che regala gioie, dolori, tocchi di genio tra ironia e voglia di sdrammatizzare un gioco che è anche un rifugio per la mente soprattutto in queste drammatiche ore in cui Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna, hanno fatto scattare nella notte la rappresaglia militare contro il regime siriano per l'uso di armi chimiche contro la popolazione civile. Dal Pentagono la notizia dei 120 missili lanciati contro tre obiettivi legati agli arsenali chimici in possesso di Damasco. 

Uno degli obiettivi, un centro di ricerca scientifica militare, è stato colpito nei pressi di Damasco. Gli altri due obiettivi sono stati un deposito di gas sarin, vicino a Homs, e un centro di comando a sua volta nella medesima area. Secondo il Syrian Observatory for Human Rights i bersagli fanno parte di strutture della Quarta Divisione dell'esercito siriano e della Guardia repubblicana.


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Il presidente Trump, in un discorso alla nazione dalla Diplomatic Room della Casa Bianca, ha dichiarato: «Ho ordinato alle forze armate di lanciare attacchi di precisione su obiettivi associati agli arsenali di armi chimiche del dittatore siriano Bashar al-Assad. È scattata una operazione combinata con le forze armate di Francia e Gran Bretagna in risposta alle azioni non di un uomo ma ai crimini di un mostro». Chiaro il riferimento ad Assad. Poi un appello a Russia e Iran, protettori di Damasco. “A loro chiedo: quale Paese vuole essere associato al massacro di uomini, donne e bambini innocenti? Mosca ha fallito nel tentativo e nella promessa di fermare le armi chimiche di Assad. Siamo pronti a continuare questa risposta finché il regime siriano non smetterà con l'uso di armi chimiche proibite".  

 Le autorità siriane, dal canto loro, sostengono di aver abbattuto 13 missili alleati, mentre in un tweet hanno mostrato il presidente Assad che si reca in ufficio come in un normale giorno di lavoro. E soprattutto hanno denunciato «l'aggressione americana».  Putin, invece, ha accusato Stati Uniti e alleati di aver violato il diritto internazionale definendo l’attacco  «un atto di aggressione». Dall'Onu, l'ambasciatore di Mosca Anatoly Antonov ha detto che simili azioni degli Usa e di loro alleati «avranno conseguenze» e che la responsabilità è tutta di «Washington, Londra e Parigi». Uno scenario che fa tremare i polsi al mondo che rischia di ripiombare nell’incubo della guerra. Gli amanti del calcio in queste ore si ritufferanno nel gioco, nel campionato, nella lotta scudetto, nelle polemiche: juventini, napoletani, interisti, milanisti, laziali, romanisti ecc. ecc., cercheranno il pretesto per litigare bonariamente, per parlare di errori arbitrali, di gesti eroici e magnifici e inseguiranno l’ironia necessaria per sdrammatizzare non solo il calcio, ma la vita intera.


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