L'unica domanda che andrebbe fatta ad Aurelio De Laurentiis

Aurelio De Laurentiis nel 2016 dichiarò: "Quando io anche, prima di morire, avessi vinto un paio di scudetti e pareggiato l'operato straordinario di Ferlaino, ma che me ne viene? Nulla".
Nel corso della conferenza stampa del 20 luglio 2016 a Dimaro, il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, dichiarò: "Non voglio parlare del San Paolo (oggi Stadio Maradona, ndr) dicendo che è uno stadio di m**da altrimenti qualcuno si offende. Tra l'altro ricordo che in quello stadio di cacca ci gioco anch'io da 12 anni. Da oggi vorrei dire che si riparte per costruire qualcosa di importante per questa città, al servizio del calcio. Quando io anche, prima di morire, avessi vinto un paio di scudetti e pareggiato l'operato straordinario di Ferlaino, ma che me ne viene? Nulla. Non avrò cambiato proprio nulla. Perché sarei uno dei tanti che ha vinto qualcosa e poi non ha cambiato nulla. Non avrò portato quei cambiamenti necessari a chi soffre e vive profondamente l'appartenenza a questi colori".
Alla luce di questi concetti espressi, l'unica domanda che bisognerebbe fare al presidente del Napoli, a distanza di sei anni, è questa: cosa pensa di aver cambiato fino ad oggi, quali cambiamenti necessari ha apportato al servizio di chi soffre e vive per la maglia azzurra? Sicuramente una novità c'è, ovvero la solidità finanziaria del club e lo stesso De Laurentiis lo ha detto chiaramente: "Con me il Napoli non fallisce". Il punto, però, è un altro: al di là dell'oculatezza di gestione meramente finanziaria, cos'altro è migliorato in termini di investimenti, strutture e servizi?
E poi, al di là dell'impossibilità di pensare ad un passo più lungo della gamba da parte di una proprietà che non ha mai ricapitalizzato e che punta come è noto sull'autogestione in base ai fatturati, c'è spazio per l'aspetto squisitamente sportivo o bisogna ricordarsi sempre che tranne l'epopea maradoniana il Napoli non ha mai vinto nulla di importante? La musichetta Champions che ritorna basterà per infiammare il popolo partenopeo? Probabilmente quel che dovrebbe cambiare prima di ogni cosa è la vicinanza di De Laurentiis ai tifosi, ovvero quella voglia di risvegliare un sentimento che sembra sopito, quell'emozione da vivere fianco a fianco appoggiandosi gli uni agli altri senza offese, rancori, botta e risposta inutili... Con la massima serenità e trasparenza tra parole sincere e fatti nei limiti del possibile senza raccontarsi fantasie inutili.








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