L'esclusione di Maradona da Usa '94, l'agente rivela: "Ci fu un complotto"

A distanza di ben 29 anni ci sono ancora tantissimi dubbi in merito all'esclusione di Diego Armando Maradona dal Mondiale del 1994.
Il 25 giugno 1994 Diego Armando Maradona giocò l’ultima partita con l’Argentina al Mondiale: dopo la vittoria contro la Nigeria il numero 10 venne accompagnato da un’infermiera nella cabina dei test antidoping: tracce di efedrina, il verdetto dopo pochi giorni, una sostanza vietata ai Mondiali ma non dal Cio. Il suo procuratore dell’epoca, Bolotnicoff, parla ancora oggi di un complotto ai danni di Maradona: “L’Argentina era avviata verso la vittoria del Mondiale: ma ci tagliarono le gambe“.
La frase iconica fu pronunciata da Diego stesso nel corso della conferenza stampa successiva alla comunicazione della squalifica da parte della Fifa. L’efedrina era stata usata da Maradona per mantenere il peso forma dopo essere dimagrito: si era preparato al meglio per andare in America come testimonial d’eccezione, fortemente voluto dal segretario generale della Fifa Blatter. Con quest’ultimo, forse, i rapporti si incrinarono dopo le dichiarazioni di Maradona sull’assurdità degli orari in cui venivano disputati gli incontri.
Un mistero la rinuncia del presidente dell’AFA Grondona a difendere Maradona: “Mi disse: abbiamo ritirato Diego dalla competizione affinché non vi siano danni per la nostra nazionale“, spiega Bolotnicoff, rimasto solo a difendere un Maradona indifendibile sia per l’AFA che per la Fifa. A riferirlo è il sito de Il Mattino.






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