L'Arte del pizzaiolo napoletano diventa patrimonio dell'Umanità, l'Unesco fa esultare la città

Il Comitato per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale dell'Unesco, riunito in sessione sull'isola di Jeju in Corea del Sud, ha valutato positivamente, e con voto unanime, la candidatura italiana
La pizza, dopo sette anni di negoziati internazionali, ha ottenuto un riconoscimento “storico”: l’Arte del pizzaiuolo napoletano è ora Patrimonio dell’Umanità! Il Comitato per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Unesco, riunito in sessione sull’isola di Jeju in Corea del Sud, ha valutato positivamente, e con voto unanime, la candidatura italiana. Per l’Italia si tratta del 58esimo “Bene tutelato”, il nono in Campania.
Con grande soddisfazione, ha annunciato la vittoria in diretta Facebook la delegazione italiana che sull’isola sudcoreana ha seguito da vicino i lavori del Comitato Unesco. Naturalmente grande soddisfazione a Napoli dove il sindaco De Magistris ha espresso gioia a nome del Comune.
I lavori del Comitato Unesco si concluderanno oggi e solo al termine di questa ultima sessione l’Arte del pizzaiuolo napoletano sarà ufficialmente iscritta nella Lista rappresentativa del Patrimonio culturale immateriale dell’Unesco, che ha twittato: «Congratulazioni Italia», che poi aggiunge: «il know-how culinario legato alla produzione della pizza, che comprende gesti, canzoni, espressioni visuali, gergo locale, capacità di maneggiare l’impasto della pizza, esibirsi e condividere è un indiscutibile patrimonio culturale».







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