Juventus, č emerso l'aspetto pių preoccupante. Gių le mani dal Napoli

In questi giorni difficili per la Juve e per tutto il calcio italiano, almeno buona parte, chi sta dando il peggio di sč sono alcuni tifosi bianconeri. Non pochissimi, purtroppo.
E’ un momento delicato per il calcio italiano alle prese con l’Inchiesta Prisma della Procura di Torino che ha messo nel mirino il modus operandi della Juventus, ma che coinvolge anche altri club come si evince da alcune intercettazioni. Volendo andare oltre l’aspetto delle possibili plusvalenze fittizie, della manovra stipendi durante la pandemia, dell’ipotesi di aggiotaggio, degli accordi calciatori-società, e andando anche oltre l’esame farsa di Suarez, Calciopoli e via discorrendo, a ritroso, l’aspetto più preoccupante che è emerge riguarda i tifosi bianconeri. Evitando odiose generalizzazioni, e salvando la buona pace della maggioranza tra i milioni dei tifosi italiani, che merita assoluto rispetto, va sottolineato che però sono tanti coloro che in questi giorni stanno dando il peggio di sé.
C’è chi ad esempio attacca Mattia De Sciglio su Instagram, con offese irripetibili, solo perché – come scrivono alcuni quotidiani – è stato lui, con l’ex De Ligt, a fornire ai pm le schermate delle chat di squadra in cui si parla dell’accordo con la Juventus sui pagamenti di alcune mensilità. Ed inoltre c’è chi tira in ballo i costi a cui va incontro la Procura per le indagini sul club controllato da Exor che sarebbero inferiori solo a quelle per le inchieste di mafia. Per non parlare di chi minaccia pubblicamente, sui social, alcuni giornalisti. Non manca inoltre chi attacca il Napoli, che in questa vicenda non c’entra proprio nulla (e non è nemmeno quotato in Borsa come tutti i club italiani, Juventus a parte, appunto) e scomoda come al solito anche la memoria di Diego Armando Maradona con le solite volgarissime storie “scritte” con una penna deformata e intinta nell’inchiostro di una frustrazione eterna, ovvero che il più grande calciatore di sempre ha giocato solo a Napoli, nella sua parentesi italiana di sette anni (1984-1991).
Alcuni tifosi della Juventus, rumorosi, non capiscono che la squadra – ripetiamo, la squadra – bianconera è vittima di una presumibile (saranno i giudici ad emettere sentenze) gestione scellerata da parte di alcuni dirigenti. Che si sono dimessi. Questi stessi tifosi della Juventus dovrebbero pretendere una gestione cristallina e questo vale per tutti i tifosi di tutte le squadre. Ogni tifoso dovrebbe pretendere una competizione sportiva sana perché solo in quel caso una vittoria avrebbe senso. Così come una sconfitta. Perché quando perdi, ma sai che il tuo avversario ha rispettato come te le regole, non ha barato, e tu hai dato il massimo pur perdendo, hai vinto comunque.
E’ proprio il motto della Juventus, ovvero “vincere non è importante, è l’unica cosa che conta”, che andrebbe cancellato. Il tifoso della Juventus non dovrebbe avere più l’ossessione della vittoria, ma l’amore per i propri colori a prescindere dal risultato. E anche questo deve valere per tutti gli altri club fortemente indebitati che sono andati oltre le proprie possibilità. Se qualcuno vuole proprio parlare del Napoli o magari della Fiorentina, si ricordi inoltre che il club partenopeo fu costretto a fallire nonostante avesse debiti di gran lunga inferiori a Juventus, Inter, Milan e anche Lazio, quest’ultima salvata dal Governo. All’epoca Berlusconi spiegò: "Nel caso fosse fallita la Lazio ci potevano essere gravi conseguenze di ordine pubblico, di cui già si cominciavano a vedere gli effetti". Per Napoli e Fiorentina questo discorso non valeva? Intanto Napoli e Fiorentina sono “morte” e “rinate”, come ha detto in queste ore il Ministro dello Sport Abodi parlando dei rischi che corre la Juventus. Nessun tifoso vero potrebbe volere la radiazione della Juventus, l’Italia del calcio ha bisogno anche della squadra bianconera, ma non si può pensare che debba essere privilegiata solo perché è quella che ha vinto più scudetti in Serie A.
Tuttavia i tifosi di ogni squadra dovrebbero pretendere la radiazione dei dirigenti che reiteratamente violano leggi e regolamenti infangando il nome della propria squadra. Si torni ad un calcio quanto più pulito è possibile. Del resto anche John Elkann, cugino di Andrea Agnelli, e presidente di Exor, la controllante della Juventus, ha detto che ora vuole una Vecchia Signora “corretta e vincente”. Vorrà pur dire qualcosa, o no?
Il quadro che è emerso qualche dubbio lo lascia sulla “correttezza”, negarlo è inaccettabile. Così come è inaccettabile offendere De Sciglio definendolo “sbirro, infame, spione”. E’ il momento di voltare pagina. Dopo calciopoli si pensava che l’Italia volesse ripartire “correttamente”, e invece, tanti club hanno mostrato di essere ancorati e legati ad un modo di fare lontano dalle regole. L’Inchiesta Prisma serva ad accendere un fascio di luce per vederci chiaro e ripartire in piena trasparenza. Sarà possibile? I primi che dovrebbero pretendere tutto ciò sono i tifosi, di qualunque squadra.








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