Juventus, i piccoli azionisti vogliono la testa di Nedved. Il dirigente: "Mi fa male"

I piccoli azionisti criticano ferocemente Pavel Nedved, il dirigente al termine dell'assemblea dei soci: "Non sono qui perché sono l'amico di Agnelli".
Pavel Nedved è stato aspramente criticato dai piccoli azionisti nell'ultima assemblea dei soci della Juventus. Nel mirino i comportamenti del dirigente durante le partite ed il ruolo che svolge nel club. Qualcuno ha detto: "Sembriamo la prima Inter di Moratti", altri invece, si sono soffermati sulla sua scalata al club: "Cosa ha fatto per essere lì?". Il dirigente ha risposto alle critiche che gli azionisti gli hanno mosso durante l'assemblea dei soci, con un pizzico di rammarico: "Con tranquillità e sincerità volevo rispondere agli azionisti spiegando quello che penso".
Inoltre, Nedved, ha aggiunto: "Non si può svolgere un ruolo così prestigioso e bello essendo amico del presidente, non credo che la proprietà lo permetterebbe. Ho sempre sentito tanta responsabilità, a volte anche troppa. Ho sentito critiche giuste, ma fa parte del mio carattere".
Infine chiosa: "Darò tutto a questa società, ho sempre agito per il suo bene e lo farò fino all’ultimo giorno che sarò qui. Sentire le vostre parole mi fa effetto, mi fa male. È il mio carattere e non cambierò mai, svolgerò il mio ruolo con massimo impegno e massima professionalità”. Ha concluso l'ex calciatore di Lazio e Juventus, al termine dell'assemblea dei soci odierna.








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