Juventus, da Portanova a Petrelli: tutte le plusvalenze "sospette"

Giovani talenti in buona parte sconosciuti ma che hanno portato un ingente guadagno per la società bianconera negli ultimi anni.
Indagine della Covisoc che ha segnalato alla Procura circa una sessantina di plusvalenze sospette, comprese quelle operate dalla Juventus. Come si legge su Il Mattino, la società bianconera, più di ogni altra, ha abusato dello strumento delle plusvalenze per rimettere a posto i bilanci con una serie di trasferimenti che sembrano davvero da "sbarco sulla Luna". Qualche esempio? Basti pensare a quando a gennaio Nicolò Rovella venne ceduto dal Genoa alla Juventus per 18 milioni, in cambio di Portanova (10 milioni) e Petrelli (8). Niente cash, soltanto asset che si spostano da un bilancio all’altro e che creano guadagni contabili immediati a fronte di costi spalmati su più anni.
Così fan tutti o hanno fatto tutti. Ma è un fatto che la Juventus abbia ricorso massicciamente alle plusvalenze nel corso degli anni. Così come negli ultimi due anni, quelli finiti al centro della comunicazione della Covisoc. Teoricamente, molte plusvalenze sono “sane”, figlie cioè di investimenti azzeccati. Alcune operazioni sono invece decisamente più acrobatiche. Un gioco delle tre tavolette buono per far tornare i conti di fine anno (chi incassa contabilizza subito i guadagni, chi paga spalma la spesa su più anni di bilancio






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