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Juventus, arresti ultrà ed estorsioni: svelate le parole di Agnelli agli investigatori

Il numero uno del club bianconero ha parlato al capo degli investigatori degli ultrà e delle estorsioni subite dalla sua società.


RedazioneRedazioneTestata giornalistica

22/09/2019 14:50 - Altre notizie
Juventus, arresti ultrà ed estorsioni: svelate le parole di Agnelli agli investigatori

All'Allianz Stadium, in Curva Sud, c'è tanto caos dopo gli arresti causati dall'inchiesta Alto Piemonte a causa di estorsione ai danni della Juventus, che s'è decisa a denunciare i fatti. Andrea Agnelli, presidente bianconero, è stato ascoltato qualche tempo fa dagli investigatori: "In curva si entra a proprio rischio e pericolo, particolarmente nel settore centrale. Non saranno tutti delinquenti i tifosi della curva, ma certamente ci sono una serie di capi ultrà che hanno potenzialità delinquenziali: Toia, Grancini, Mocciola. Nel 2018, alla luce degli eventi , vista l’evoluzione della situazione e in ragione della collaborazione che abbiamo sempre avuto con la polizia di Stato, abbiamo deciso in perfetto accordo con i miei collaboratori di presentare denuncia. Per lasciare prova scritta, cosa che fino al 2016 non era mai successo".

L'edizione odierna del Corriere della Sera racconta ulteriomente il colloquio tra i numero uno della Juventus e gli investigatori: "Certamente io sono sempre stato consapevole che i gruppi ultrà, con una serie di comportamenti minacciosi e violenti, sono in grado di danneggiare e quindi ricattare la società. Talora con richieste anche non particolarmente violente, siamo stati costretti ad aderire alle medesime, sapendo delle possibili conseguenze negative come cori e altre condotte, che possono comportare squalifiche o chiusura della curva".


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