Juve-'ndrangheta, Pecoraro all'Antimafia: "Allo Stadium dominava Dominello!"

"Sarà il giudice sportivo a tenerne conto, ma non chiedetelo a me - ha aggiunto -. Chi dominava nel bagarinaggio dei biglietti dello Stadium era Dominello".
Il procuratore Figc Giuseppe Pecoraro, in audizione in Antimafia, ha parlato dell'inchiesta che riguarda le infiltrazioni della criminalità organizzata nella rivendita dei biglietti allo Juventus Stadium. Ecco quanto evidenzia il portale tuttojuve.com: "Io non faccio la Procura ordinaria, io mi occupo della gestione dei biglietti, poi se c'è una permeabilità della dirigenza juventina riguarda non me ma la Commissione, ha riguardato la Procura ordinaria - ha spiegato -. Io mi occupo dei biglietti. Ho dato degli elementi alla Commissione, la cosa è certa che i biglietti sono stati dati anche a persone legate alla criminalità, questo è il dato". "Sarà il giudice sportivo a tenerne conto, ma non chiedetelo a me - ha aggiunto -. Chi dominava nel bagarinaggio dei biglietti dello Stadium era Dominello, il resto lo fa la Procura ordinaria", ha aggiunto.
"Sono qui per integrare quanto detto il 7 marzo scorso. E anche nella speranza di chiudere le polemiche susseguite dopo quella data e di bloccare un processo mediatico inopportuno che non fa bene né alla giustizia sportiva né a quella ordinaria".
Nel passare a illustrare le intercettazioni oggetto del deferimento, Pecoraro ha quindi specificato ai componenti della commissione che "il tribunale federale nazionale della Figc e, in secondo grado, la Corte d'appello federale "valuteranno se le mie interpretazioni saranno accoglibili o meno. La procura federale - ha concluso Pecoraro - si è basata solo su atti dell'inchiesta 'Alto Piemonte' e tengo a specificare che ciò che può non essere rilevante per giustizia ordinaria lo può essere per sportiva".
"L'intercettazione di cui si è parlato l'altra volta (fra D'Angelo e Calvo dell'agosto 2016, ndr), su cui sono state dette tante cose, è un'interpretazione che è stata data. Noi abbiamo dato una certa interpretazione, perché da quella frase sembrava ci fosse una certa confidenza" fra Agnelli e Dominello, "ma probabilmente era del pm quella frase. Anzi, da una lettura migliore la attribuisco al pubblico ministero", ha detto Pecoraro.
"Le parole vanno misurate, lei non deve sostenere assolutamente che io abbia affiancato il presidente Agnelli alla 'Ndrangheta. Altrimenti avrei usurpato i ruoli della giustizia ordinaria". Continua il procuratore della Figc in risposta al senatore Stefano Esposito della commissione antimafia che gli chiedeva un chiarimento definitivo sulla questione relativa al deferimento emesso dalla procura Figc all'indirizzo del numero uno della Juventus, Andrea Agnelli, per la gestione dei biglietti e le presunte connessioni con la criminalità organizzata. Tuttavia, Pecoraro insiste su un punto: "Io non posso escludere che Agnelli fosse a conoscenza dell'estrazione di Rocco Dominello. Questo per me è un indizio". In un altro passaggio, il pm federale si è detto "convinto da una serie di dati che l'incontro tra Agneli e Dominello c'è stato".







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