Irma Testa: "A Torre Annunziata resisto solo due giorni. Mia madre mi ha detto di scappare"

In un'intervista al Corriere della Sera, Irma Testa ha parlato del suo passato difficile a Torre Annunziata.
Intervistata in esclusiva da Il Corriere della Sera, Irma Testa ha rivelato quando è nata la passione per la boxe: "Ho iniziato a 12 anni, a Torre Annunziata non ci sono tante possibilità per i giovani. O vieni da una famiglia perbene e benestante, che ti fa studiare, ma se hai i genitori assenti perché devono lavorare dalla mattina alla sera è difficile prendere strade che ti portino lontano. Io ho avuto il maestro Lucio Zurlo che ha sostituito i miei genitori. Sono entrata in palestra, mi sono subito divertita, è scattato l’amore per il pugilato. A 14 anni, in Nazionale, è arrivata la proposta: vuoi trasferirti ad Assisi? Ho detto sì".
Poi l'amara confessione: "Quando non hai nulla, è più facile. Anche mia madre mi ha dato un calcio nel sedere: “vai, scappa, tu che puoi. Amo la mia famiglia e la mia città: a Torre torno sempre con grande piacere. Però sto due o tre giorni e poi devo scappare: ormai mi sento io sbagliata, lì".
"A casa mia si pranza alle due e si cena alle nove e mezza, passano amici a ogni ora per chiacchierare e prendere il caffè. Io no. Pranzo alle 12.30, ceno alle 19.30, alle 20 sono in stanza tranquilla. Amo il mio tran tran. A Torre, dopo un po’, sclero" ha concluso Irma Testa.






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