Inter, beffa per gli abbonati? "Nessun rimborso". Il Codacons minaccia una battaglia legale

Il campionato italiano di Serie A è fermo a causa della emergenza sanitaria provocata dal Coronavirus. Beffa per gli abbonati dell'Inter?
Tutti i 40mila tesserati dell'Inter a San Siro, come riporta la redazione di calciomercato.com, hanno dovuto sottoscrivere le condizioni generali d'abbonamento per la stagione 2019/2020, che recita al punto 5: "L'abbonamento non sarà valido e il titolare non avrà diritto ad alcun rimborso in caso di partite annullate o disputate a porte chiuse per disposizioni degli organismi o delle autorità competenti in seguito a fatti e/o eventi non dipendenti da responsabilità diretta di F.C. Internazionale".
L'articolo 1463 del codice civile sostiene il contrario: "Nei contratti con prestazioni corrispettive, la parte liberata per la sopravvenuta impossibilità della prestazione dovuta non può chiedere la controprestazione, e deve restituire quella che abbia già ricevuta, secondo le norme relative alla ripetizione dell'indebito". Per questo, già prima dello scoppio della pandemia, l'Antitrust aveva partorito nove procedimenti istruttori in materia di clausole vessatorie nei confronti di 9 club di Serie A: Atalanta, Cagliari, Genoa, Inter, Juventus, Lazio, Milan, Roma e Udinese. Il Codacons minaccia una battaglia legale con tanto di denunce penali per il reato di appropriazione indebita e class action se i club non rimborseranno i biglietti e la parte degli abbonamenti venduti ai tifosi. Il club nerazzurro non ha ancora comunicato nulla in merito. Ma il presidente Steven Zhang dovrebbe studiare un modo per ripagare la passione del popolo interista, rimasto sempre vicino alla squadra anche nei periodi più bui.







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