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Insigne al Toronto, non mi sento tradito. C'è un solo problema


Maurizio Zaccone,
Pubblicato nella sezione Altre notizie
Insigne al Toronto, non mi sento tradito. C'è un solo problema

Lorenzo Insigne ha scelto di legarsi al Toronto scatenando reazioni opposte tra i tifosi. Maurizio Zaccone ne ha parlato nel suo editoriale per AreaNapoli.it.


Non è il massimo, convengo, vedere il capitano della tua squadra brindare con lo champagne a campionato in corso per il nuovo contratto firmato. Non è il massimo ma è un’immagine “rubata”, non un’intervista. A 6 mesi dalla scadenza del contratto, con la scelta della società di non rinnovarlo, è cosa logica che si opzioni nuova destinazione. E di fronte a chi ti regalerà pioggia di milioni non è che ti devi presentare bardato a lutto. Avremmo preferito non vederlo, e magari nemmeno saperlo, ora.

Ma le notizie filtrano ed è andata così.


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C'è disaffezione, fastidio, disappunto?

È legittimo.

La notizia vera per me è però l’ondata di odio e disprezzo che continua in alcuni "tifosi" che ora dovrebbero essere felici, ma invece non sono paghi. 

Non deve solo andarsene; deve pagarla. Cosa debba pagare, non è chiaro.

Non interessa che abbia scelto una destinazione così lontana che non lo farà mai rincontrare il Napoli da avversario. 

Non interessa che andandosene fa la felicità di chi lo ha ritenuto sempre un calciatore modesto, sopravvalutato, anche se solo a casa nostra.

Non basta che va via perché gli è scaduto il contratto e la società non ha ritenuto opportuno rinnovarglielo anche alle stesse condizioni (scelta legittima, per carità, specie se si considera che in fondo offerte da club europei non sembra siano arrivate).

Non basta che in fondo abbia finito la carriera che conta, probabilmente.

Non basta perché a troppi sta sui co*lioni. 

Sta sui co*lioni sia se gioca nel Napoli sia se va via.

Sta sui co*lioni sia se appare distratto in campo perché non è decisivo sia se sputa l'anima perché poi è irruente, scostumato e ostinato nel tuo tiroaggiro.

Sta sui co*lioni perché lo vedono un po' tamarro e un po' ignorante. E guadagna pure tanto.

Il problema, diciamocelo, non è il suo rendimento, i rigori sbagliati o meno, l'ingaggio.

Il problema è lui.

Però dovremmo anche porci il problema di chi intende il tifo in questa maniera strana: dove si auspica la cessione di un giocatore senza fregarsene di chi lo sostituirà. 

Dove non ci si preoccupa di come gestire altri 5 mesi nei quali sarebbe necessario non perdersi in inutili polemiche.

Eppure in quest’epoca social, che pure ci ha rivelato come in tanti abbiano sviluppato competenze gestionali, di bilancio, di medicina e di sociologia, per molti il problema di Insigne al quale scade il contratto non è né lui che se ne va né capire chi prenderà il suo posto; ma è desiderare per lui un futuro di me**a.

Mi sento troppo distante da questa idea. La mia unica preoccupazione è capire se arriverà o meno un giocatore all’altezza. Non mi sento né “tradito”, perché qui nessuno ha tradito, né "orfano" perché il Napoli non era certo “Insignedipendente”.

Riesco serenamente a guardare avanti e sperare, con tutte le mie forze, che non si avvii mai un ridimensionamento della rosa, che è lo scenario che più può preoccuparmi.

Per avere una squadra competitiva, in grado di farmi sperare, di farmi sognare di poter vincere. 

L'unico mio problema, attualmente, è questo. È troppo strano pensare che dovrebbe essere il problema di tutti?


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