Imperatore: "Napoli virtuoso anche nelle multiproprietà: Caprile e Cheddira aghi nel pagliaio"

Aurelio De Laurentiis è molto attento alla questione multiproprietà, il presidente sta pienamente rispettando le regole. Ne parla lo scrittore Vincenzo Imperatore.
La famiglia De Laurentiis si sta dimostrando da diversi anni una vera eccellenza nel calcio italiano. Vincenzo Imperatore, scrittore, su SportdelSud.it, vi proponiamo uno stralcio del suo pezzo: "Prima di emettere sentenze e giudizi, seppur con toni “morbidi”, sulla direzione imprenditoriale di Aurelio De Laurentiis, è necessario conoscere dati e statistiche. Dopo gli acquisti di Caprile e Cheddira dal Bari, prima che il fenomeno venga letto in maniera distorta, chiariamo che il modello delaurentiisiano, così come ribadito nel mio libro “A scuola da De Laurentiis (Edizione Ultra), gestisce con molta attenzione e correttezza anche i rischi derivanti dalla governance della multiproprietà (Napoli e Bari) nel calcio".
Successivamente sottolinea: "Sono in totale dieci le operazioni, di cui solamente due a titolo definitivo e otto in prestito (in ordine cronologico: Luigi D’Ignazio, Luigi Liguori, Davide Marfella, Filippo Costa, Eugenio D’Ursi, Franco Ferrari, Michael Folorunsho, Leonardo Candellone, Giuseppe Esposito, di nuovo Michael Folorunsho). Tuttavia, la tabella dei trasferimenti evidenzia come il Bari abbia man mano raggiunto un certo grado di indipendenza nei confronti del club partenopeo, che ha fornito i calciatori necessari a un primo assestamento per poi defilarsi con decisione. Delle dieci operazioni complessive, nove sono avvenute nel triennio tra Serie D e Serie C, mentre se ne è registrata solamente una nell’ultimo biennio: il ritorno di Michael Folorunsho nell’estate 2022".
"E ancora, a conferma dei binari separati su cui viaggiano le due società, il Napoli non ha scelto Bari come piazza per svezzare i propri giovani più talentuosi: Gaetano è cresciuto nella Cremonese, Ambrosino tra Como e Cittadella, Saco e Vergaranella Pro Vercelli. Una scelta che, in base alla lettura che si vuol dare, può celare anche la determinazione del progetto Bari e la volontà di non concedersi buchi nell’acqua con calciatori alle prime armi. Eccetto Marfella, ritornato nel 2021 in prima squadra, la tratta a parti invertite è stata percorsa solamente da giovani promesse del vivaio barese (Daniel Hysaj, Giovanni Mercurio, Moussa Mané, Claudio Turi, Francesco Lorusso) e ora da Caprile e Cheddira. Aghi nel pagliaio".






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