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Il vero segreto del Napoli (spiato dalla Juventus) e il dirigente dimenticato


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Pubblicato nella sezione Altre notizie
Il vero segreto del Napoli (spiato dalla Juventus) e il dirigente dimenticato

Lo scudetto per il club partenopeo è il risultato di una lunghissima programmazione tra pregi e naturali difetti. Ma ora la gestione di ADL è copiata da tutti.


Il Napoli continua il suo percorso dal titolo di campione d'Italia. Continua, badate bene, non riparte. Nel calcio ci sono diverse categorie in relazione ai club: sulla parte alta della piramide soggiornano le corazzate miliardarie (Real Madrid, Barcellona, anche se in crisi, Chelsea, Bayern Monaco, PSG, Manchester City...), poi subito sotto albergano i top club (Arsenal, Manchester United, che potrebbe tornare a breve tra le corazzate miliardarie, Inter, Milan, Juventus...), a seguire le società di medio alto livello come ad esempio il Napoli, che deve fare di necessità virtù e proseguendo si arriva alla provincia del pallone, dove spesso i sogni e la fame degli sconosciuti diventano oggetti per miliardari annoiati.

Ecco perché De Laurentiis non parla dello scudetto come punto di arrivo, ma come tappa straordinaria del suo progetto. Del resto lo ha sempre detto: "A me non me ne viene nulla se vinco e poi il Napoli non è stabile sul piano economico", questo il senso delle sue parole, per certi aspetti dure da digerire, ma che riassumono proprio la dimensione del club azzurro.

Prendiamo Osimhen, Anguissa, Kim e Kvaratskhelia, ma anche Lobotka e Di Lorenzo. Sono arrivati a Napoli in momenti diversi, ovvero quando erano più o meno sconosciuti. Oggi sono nel mirino di corazzate miliardarie e top club e lo stesso Napoli, se dovesse acquistarli oggi, non avrebbe la forza per farlo. Ecco perché la Juventus vuole Cristiano Giuntoli, ovvero colui che ha sintetizzato al meglio il mantra o, se volete, il vero segreto del club partenopeo sin dai tempi di Marco Zunino, il vero cervellone, il dirigente "dimenticato" a cui vanno riconosciuti grandi meriti: era infatti lui che offriva spunti fondamentali agli scout con il suo sistema di monitoraggio dei calciatori su scala mondiale. Un vero genio.

L'unico momento di rottura di questo segreto è stato l'arrivo di Higuain, un calciatore fatto, già leggendario, fuoriclasse del Real Madrid, quasi inavvicinabile. Ma Napoli è questa, è piazza di lancio o di rilancio per calciatori, tecnici e dirigenti. Ed infatti poi, quando il Pipita si è ampiamente rilanciato, è andato alla Juventus, con soddisfazione dello stesso Aurelio che ha realizzato una notevole plusvalenza. Garcia lo sa benissimo, quando ha detto sì al presidente, lo ha fatto sapendo che Kim e Osimhen potrebbero non far parte del gruppo del prossimo anno proprio perché è la "salute economica del Napoli" l'aspetto più importante, come detto dal patron alla destra di Rudi in conferenza.

Ora c'è un errore che non va fatto, un errore di valutazione: dovessero andar via Osimhen e Kim, sarà fondamentale non fasciarsi la testa, ma nemmeno pensare che al loro posto arriveranno sicuramente due top player, due corazzata miliardaria o da top club. No, il Napoli non cambia la sua strategia. Nel caso, arriverebbero due giovani talenti da lanciare. E lo stesso De Laurentiis ha, in un certo senso messo le mani avanti chiedendo ai tifosi di stare vicini al club anche in caso di errori. Sarà una stagione di nuove scommesse, con nuove ambizioni, ma nel rispetto del vero segreto del Napoli, ovvero l'equilibrio tra conti, sogni e bisogni. Senza strafare.


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Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.

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