Il vero Mazzarri è sempre meglio della brutta copia di Spalletti

L'allenatore del Napoli, contro la Fiorentina, ha fatto il Mazzarri. Perché allora tentare di copiare male Spalletti?
Walter Mazzarri e Aurelio De Laurentiis, dopo il burrascoso addio del tecnico nella sua prima esperienza nel capoluogo campano, hanno poi instaurato un ottimo rapporto. Di conseguenza non sorprende più di tanto di la decisione del patron di chiamare l'amico per affidargli la panchina del Napoli. Inoltre Mazzarri, in diverse circostanze, non aveva nascosto la propria ammirazione per la compagine dello scudetto: "Il Napoli di Spalletti mi piaceva tantissimo e vorrei riproporre lo stesso tipo di gioco".
Tra il dire e il fare spesso però c'è il mare. Non è solo un modo di dire, ma la realtà dei fatti. Walter Mazzarri ha provato a emulare Spalletti, ma il risultato finale ha lasciato molto a desiderare. La squadra ha cercato di riproporre certi principi di gioco propri dell'attuale ct della Nazionale (dalla partenza dal basso al pressing alto, il famoso gegenpressing), ma senza fortuna. La squadra era spesso slegata esponendosi alle ripartenze degli avversari. Mazzarri, con la Fiorentina, in Supercoppa, ha fatto il Mazzarri. Ha tenuto un atteggiamento più accorto con la difesa a tre (ma sempre a cinque in fase di non possesso) lasciando poco e nulla agli avversari. Inoltre ha dato spazio ai calciatori più in forma (vedi Simeone). Inutile tentare di copiare (male) Spalletti quando con il suo marchio di fabbrica, la difesa a tre, può conquistare risultati migliori.






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