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Il ricordo commosso di Giordano: "Oggi è un giorno triste, se n'è andato un Signore del calcio!"

"Di Matteo e di Giampiero che sono il tuo orgoglio, dei tuoi nipoti e di Elvira, straordinaria compagna della tua vita. Sai Rino, una cosa non ti ho mai detto: ti ho voluto veramente bene".


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29/12/2017 15:20 - Altre notizie
Il ricordo commosso di Giordano: Oggi è un giorno triste, se n'è andato un Signore del calcio!
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Antonio Giordano, firma del Corriere dello Sport, dedica un lungo post all'ex allenatore del Napoli, Santin, scomparso quest'oggi, attraverso il suo profilo Facebook. Ecco il commovente e sentito ricordo: "La prima volta che sentii parlare di asparagi avevo nove o forse dieci anni: via Matteo Benincasa 11, Cava de' Tirreni, il vicolo delle poste. Io, Matteo e Giampiero avevamo finito una interminabile partita di pallone nel corridoio di casa Santin e la signora Elvira, con quella grazia che gli è sempre appartenuta, emise il triplice fischio.


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Oggi è un giorno triste e dovremmo farcene una ragione, non solo noi di Cava de' Tirreni ma chi ha avuto modo di incrociare Rino: se ne è andato un signore, uno al quale è stato impossibile non voler bene, al di là del risultato. Santin è stato tante cose assieme che faccio fatica a mettere in ordine, perché è cominciato tutto molto presto, sulla riva della spiaggia del primo Letizia a Vietri sul Mare (lui cabina 35, mia zia Elena e mio zio Mimmo mi sembra la 31), poi una amicizia con Matteo che rientra tra la più forte della giovinezza, e quella con Giampiero, di quattro anni più anni più giovane, che si è consolidata successivamente. Senza Santin se ne va una parte di tutti noi, è stato amico di tutti, ha fatto volontariato, ha allungato una mano a chiunque. E' stato amico fraterno di mio suocero, di mio padre e di mio zio e mi ha allevato, mi ha fatto sentire, fino alla nostra ultima telefonata, l'affetto che mostrava per me.


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Sono debitore di un caffè, vecchio amico mio, avremmo dovuto prendercerlo al San Fransao o dove sarebbe capitato, mentre ci saremmo divertiti a ricordare il tempo, le prime lezioni di calcio che mi hai dato e tutto ciò che poi ne è seguito, nel sorriso che ci accompagnava mentre chiacchieravamo di chiunque, di Ciccio Degni, del tuo Napoli, della Cavese, di Viciani, di Zeman, di oggi, di ieri e di domani. Di Matteo e di Giampiero che sono il tuo orgoglio, dei tuoi nipoti e di Elvira, straordinaria compagna della tua vita. Sai Rino, una cosa non ti ho mai detto: ti ho voluto veramente bene".


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