Il racconto di De Giovanni: "Il mio barista è juventino, lo sfotto e spero guarisca"

Il noto scrittore e tifoso partenopeo, Maurizio De Giovanni, scrive sulle colonne di Tuttosport in vista della super sfida di sabato sera.
Il noto scrittore e tifoso partenopeo, Maurizio De Giovanni, scrive sulle colonne di Tuttosport in vista della super sfida di sabato sera: " In un vicolo come tanti, nel ventre della città, c'è un bar come tanti. Apparentemente, perchè questo bar ha una particolarità che lo rende una meta piuttosto privilegiata per chi, interrompendo il lavoro per una pausa, decide di abbandonare l'ufficio per andare a prendere una boccata d'aria. Certo il caffè è molto buono, ma questa è una prassi a Napoli dove una cattiva miscela implicherebbe l'immediata chiusura della saracinesca; ed è possibile anche consumare qualche buona sfogliatella e un robusto panino con la scamorza piastrata all'ora di pranzo. Ma non sono questi i motivi per cui, con l'approssimarsi della partita, il bar Novecento si intasa di curiosi e vocianti tifosi. Il motivo è epigrafato da una mano anonima che col gesso, sul muro di fronte che dista non più di cinque metri, ha sentenziato: Napoletano juventino, ti schifano a Napoli e pure a Torino. Sì perchè uno dei tre fratelli che gestiscono il bar, lavorando tanto e bene con sacrificio e umiltà, per una strana alterazione genetica è nato appunto juventino. Il fatto è misterioso, la famiglia registra a detta del fratello maggiore, addetto alla cassa, una linea ininterrotta di tifosi azzurri dall'immacolato pedigree, sofferenti e martoriati dalla sorte; nessuna ascendenza, nessuna influenza contagiosa di una donna o di un amico nell'età formativa. Niente di niente. Gianni, il sublime manovratore delle leve della macchina per il caffè, è bianconero. Non che ne faccia sfoggio; si limita a sorridere sornione e taciturno di fronte alle molteplici vittorie della sua squadra del cuore, e si produce in un'aria compunta e fastidiosissima da accorato compatimento quando il Napoli perde, come a dire: visto? Il destino si compie sempre, e tutto torna a posto. La signorilità e la pacatezza non lo sottraggono tuttavia dall'essere bersaglio costante del malumore livido della platea di utenza del bar, che si accalca per vedere da vicino un vero juventino quando si sta per giocare la partita delle partite. Il sottoscritto, affezionato frequentatore dell'esercizio, nello spazio di un cappuccino e cornetto la scorsa mattina ha sentito chiedere al buon Gianni in sequenza se, in termini di infortunati, Allegri prevedeva di recuperare uno tra Mazzoleni e Tagliavento; se a fronte dell'infortunio di Chiellini sarebbe stato concesso un rigore commemorativo allo stesso minuto; se avesse o meno calpestato escrementi di cane o se fosse stato colpito da deiezioni di piccione, eventi notoriamente portafortuna e quindi da scongiurare per il tifoso avversario; se avesse per caso saputo dove sarebbero stati schierati in formazione i guardalinee, se in attacco o in difesa; se era consapevole del fatto che la divisa della sua squadra corrispondeva a quella degli ergastolani degli anni Venti, costituendo ciò un irrevocabile presagio. Sono più che certo che la processione sia andata avanti per tutta la giornata, e che così sarà fino alla prossima di campionato, quale che sia il risultato. Gianni continua a sorridere soave, le orecchie un po' arrossate per tutta quell'attenzione. E' un bravo ragazzo, e tutti speriamo che esca dal tunnel. Si può confidare in un miracolo, sapete; da queste parti abbiamo visto gente guarire">/i>.







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