Il pessimo gesto di Higuain: attacca De Laurentiis e giustifica la Juve. Il fratello non parla più?

Come mai l'argentino del Milan difende Agnelli e soci e continua a sparlare del presidente del Napoli? Atteggiamento assurdo!
"La situazione ha preso una brutta piega dalla finale di Coppa Italia in poi? Dentro di me quel giorno ho avuto la sensazione che sì, forse sapevo che si era rotto qualcosa con la Juve. E poi hanno preso Ronaldo. La decisione di andare via non è mia. Ho dato tutto per la Juve, ho vinto diversi titoli, dopo di che è arrivato Cristiano, il club voleva fare un salto di qualità e mi hanno detto che non potevo restare e che stavano provando a cercare una soluzione. La soluzione migliore è stata il Milan". Inizia così l'intervista rilasciata da Gonzalo Higuain a La Gazzetta dello Sport. Una clamorosa confessione sull'atteggiamento della Juventus che ha notevolmente spinto per la sua cessione.
Eppure Higuain giustifica incredibilmente la dirigenza bianconera: "Se ho sentimenti di rivalsa nei confronti del club bianconero? No, nessuno. Il mio è un sentimento di affetto perché mi hanno trattato benissimo. Compagni e tifoseria mi hanno dato un affetto enorme. Però non ho chiesto io di andare via. Praticamente, lo dicono tutti, mi hanno cacciato". Parole al miele dell'argentino nei confronti del club torinese che ha fatto solo una valutazione economica trattandolo come un "pacco postale". Eppure questo stride con il risentimento che ha nei confronti di De Laurentiis. Perchè giustificare la Juve e chi lo ha letteralmente "cacciato" (parole sue), mentre condanna un presidente, quello del Napoli, che con la clausola da 94 milioni l'aveva praticamente blindato? Chi immaginava che la Juve potesse spendere quella cifra enorme per un quasi trentenne? Con questo ennesimo e pessimo gesto Higuain non perde occasione per attaccare ADL prendendo in giro i napoletani (che però non ci cascano più) e sollevando Agnelli e soci da qualsiasi "responsabilità morale". Davvero strano: El Pipita rispetta chi l'ha cacciato contro la sua volontà e attacca chi mai lo avrebbe venduto se non a cifre folli ("se la Juve vuole andare contro un muro, ci vada pure", svelò De Laurentiis parlando dell'enorme clausola rescissoria). In tutta questa storia fa sorridere anche Nicola, il fratello dell'attaccante che dovrebbe spiegare, lui che è l'agente, come mai ora giustificano chi si è liberato di loro senza badare alla forma mentre De Laurentiis resta il nemico pubblico numero uno facendo leva su alcuni dissapori tra il patron del Napoli e alcuni tifosi. Con un po' di coscienza sarebbe matematico un esame.








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