Il Napoli e la "strana" storia di Enzo: 64 giornate di squalifica e la multa per il rigore di tacco

Fabio Enzo è morto quest'oggi di Coronavirus, ma in tanti lo ricordano per le sue bizzarrie sui campi di tutta Italia.
Fabio Enzo, morto quest'oggi di Coronavirus, nella stagione 1971-1972 si trasferì anche al Napoli, non prima di essere andato in prestito per tre settimane al Bologna, con il quale giocò a Toronto nel giugno 1971 un triangolare insieme a Santos e West Ham United. A novembre il Napoli lo cede definitivamente al Verona, con la cui maglia disputa 10 partite in Serie A. In azzurro, dunque, stranamente Enzo non ha mai esordito, ma soltanto sfiorato la gloriosa maglia azzurra.
Era un calciatore molto conosciuto nell'ambiente, soprattutto per la sua vivacità. Lo ricordano in tanti perché pagò 200 000 lire di multa per aver tirato un rigore di tacco nella partita Cesena-Casertana di Coppa Italia. Nella sua carriera ha accumulato addirittura 64 giornate di squalifica. Un collezionista di cartellini rossi, un ribelle del pallone. Il “Tifone” gli dedicò una vignetta nella quale il giocatore abborda una ragazza e le dice: ”Venga a casa mia signorina, le mostrerò la mia collezione di squalifiche…”. Uno dei “cattivi” più celebri del mondo del calcio. Anche se nella vita si narra che fosse tutt'altro, sempre pronto ad aiutare chi ne aveva bisogno.








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