Il lato umano di Luciano: quella volta che Spalletti scese dall'auto per parlare con noi

Il racconto di Fabio De Martino sull'incontro risalente al 2017 con Luciano Spalletti: "Ci notò e scese dall'auto per parlare con noi".
Roma, Marzo 2017. Anno in cui vivevo in quel di Trigoria, trasferimento motivato per frequentare un Master in Sport business management presso la sede del Sole24ore che mi diede, tra le altre cose, l’opportunità di frequentare proprio la sede della AS Roma ed il suo media center sito nel quartier generale intitolato a Fulvio Bernardini. Inoltre, sempre durante la stessa stagione, ebbi a ricevere l’inestimabile privilegio di potermi sedere sul trono di colui che giusto quattro giorni dopo avrebbe definitivamente appeso i suoi scarpini al chiodo, dopo aver calcato per ben 24 anni il pavimento di quello spogliatoio diventando il simbolo di una società nonché di una città. Stiamo parlando dell’ottavo re di Roma: l’eterno capitano giallorosso Francesco Totti. Era l'anno della volata Champions tra Napoli e Roma culminata col secondo posto in campionato da parte di questi ultimi, nonostante la vittoria in trasferta dei partenopei all’Olimpico di appena due settimane prima del nostro incontro con Luciano Spalletti, ora nuovo tecnico della panchina azzurra. Era dunque l’anno del ritiro dal calcio del ‘pupone’ che ebbe proprio col mister di Certaldo liti ed incomprensioni che lo portarono a dover smettere. Ciò destò astiose antipatie nei confronti del tecnico da parte del popolo romanista e non solo (vedi serie tv 'Speravo de morì prima), generando perplessità circa le competenze tecniche oltre che umane.
Ebbene, tralasciando il valore di un grande allenatore dal punto di vista del gioco sviluppato negli anni con squadre diverse, ‘Lucianone’ quella mattina spiazzò tutti: notò il sottoscritto assieme al direttore di Areanapoli.it Alessandro Sepe fuori al campo di allenamento intenti nel cercar di carpir indiscrezioni ed umori di quel momento della diretta concorrente per la rincorsa all’Europa che conta. Altri tifosi locali attendevano fuori dal cancello l'ingresso della squadra a scaglioni di vetture tra le quali proprio quella del mister. Prima di entrarvi egli si fermò, scese dall'auto e venne spontaneamente a chiacchierare con ciascuno di noi prestandosi a foto e battutine del tipo: “Grande mister? Lo so che me lo dite solo ora che son qui, ma basta allontanarmi di due metri più in la che tornate a contestarmi..!” sogghignando alla sua maniera. Bene, potrà sembrare un uomo burbero, antipatico e finanche insolente, ma Luciano è uno vero, schietto e goliardico toscanaccio, genuino e testardo, dedito al lavoro meticoloso ed alla fatica, ma anche e soprattutto un abilissimo comunicatore. Per tali ed altre ragioni ritengo pertanto sia il meglio a cui potessimo aspirare in questo delicatissimo momento, sperando in una lunga permanenza in quanto sinonimo di riuscita progettualità ed ottimi risultati calcistici. Diamo perciò il benvenuto con uno slogan che collega dunque passato e futuro: ‘Daje mister, ops... JAMM!’.









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