Il fenomeno "Gravatar"

Un grande attestato di stima per Gianluca Grava da parte del gruppo di tifose azzurre UltrasGilrsNapoli.
Ghosts-buster, Gravatar, Paranormal Grava, Pallone d'oro. Ormai non sappiamo più come chiamarlo. Ogni domenica ci stupisce sempre più con le marcature asfissianti, con quel pressing a mò di francobollo che non si vedeva da anni. àˆ un difensore all'antica uno di quelli che si attacca all'avversario e non gli permette nemmeno di respirare. 33 anni e non sentirli. 33 anni e non sbagliare nulla (o quasi), anche se il giocatore da marcare è Ronaldinho. àˆ la storia di Gianluca Grava, casertano di nascita,napoletano nel cuore. Ha lottato con il Napoli e per il Napoli in serie C, quando non c'era ancora nulla, quando siamo ripartiti da zero. Arrivò qui nell'anno maledetto dei Play Off persi contro l'Avellino, nel gennaio della stagione 2004/2005. Sogno B solo sfiorato dunque; sogno B che si realizza l'anno dopo. In quella stagione il Napoli andò forte e Grava con lui. Segnò anche un goal nella prima giornata di Campionato, al Treviso. Una buona stagione per il difensore casertano e, a fine Campionato, una gioia immensa per lui e per tutti i tifosi napoletani:il ritorno in A. Dai campi mal ridotti della C, a quelli “extra-lussoâ€� del parAdiso, il passo è più o meno breve. Gianluca continuò a giocare, partendo molto spesso anche titolare, nella stagione che si sarebbe conclusa con un buon piazzamento in classifica per gli azzurri che avrebbero partecipato all'Intertoto. Più burrascosa invece la scorsa stagione: il difensore non riusciva a trovare spazio con Reja, giocava poco anche con Donadoni. Periodo non bellissimo per Grava che certamente immaginava che avrebbe potuto incontrare un po' di difficoltà nella massima serie. Ciò che nessuno immaginava,invece,è che in questa stagione, in questo Campionato, potesse essere tanto necessario per la difesa partenopea. Sicuramente, quando gli fu rinnovato il contratto l'estate scorsa, fu fatto per il suo grande attaccamento alla maglia azzurra, per quello che ha dato alla squadra, per il legame con la città e con i tifosi; chi avrebbe mai immaginato una stagione come questa? Forse nemmeno lui, chi lo sa. Fatto sta che le statistiche parlano chiaro, senza di lui la difesa prende più goal. Importante quindi l'apporto di Gravatar, soprannome che ormai spopola tra i tifosi azzurri, per questo Napoli. Fondamentali la grinta, la determinazione e la caparbietà con le quali lotta su ogni pallone, in ogni contrasto, chiunque sia il suo avversario. Quest'anno l'abbiamo visto anticipare molti grandi attaccanti, da Diego a Milito, da Ronaldinho al capitano bianconero Alex Del Piero; sempre preciso, sempre concentrato, conscio delle qualità degli avversari, ma anche consapevole delle sue qualità . A volte queste non bastano e allora si ricorre alle maniere forti,tutto purchè l'avversario non passi. Forse in alcuni casi ci mette troppa foga,troppo vigore in quegli anticipi,ma a noi tifosi piace così. Non ci saremmo mai aspettati che Gianluca potesse esprimersi a questi livelli, ma siamo contenti, per noi e per lui, che ciò sia avvenuto. Vederlo correre in campo con la nostra maglia azzurra, vedere quanta passione ci mette ogni domenica, vederlo onorare i nostri colori non può far altro che riempirci di gioia e renderci entusiasti. Strano che questo sia accaduto in così poco tempo nonostante lui fosse presente ad ogni fischio iniziale dell'arbitro. Lui era qui,nella squadra che dalla B è riuscita a scalare una vetta troppo alta per riuscire a vederla possibile. Ma non si può fare altro che dare ragione a chi dice che “niente è impossibileâ€�. Perchè quel sogno, quello di arrivare in un campionato valido e di sfidarsi contro le grandi per mettere a confronto le proprie qualità , un giorno si è realizzato. Grava era ancora lì. Nessuno aveva intenzione di toccarlo. Si era oramai impiantato nel San Paolo. Aveva deciso di rimanerci fedele. Di rimanere in questo mondo azzurro. Questo mondo che gli ha regalato tante emozioni. Gianluca c'era,era presente,indossava quella maglia come una seconda pelle. Aveva quello stemma rotondo tatuato sul petto. Aveva la sua amata città alle spalle. Si sentiva onorato di indossare quei colori, che per la SUA terra contano più di ogni altra cosa. Era solo uno degli undici campioni, prima. Non quel “qualcunoâ€� da essere ricordato. C'era sempre chi si trovava prima di lui. Sui giornali non c'era il suo nome. Non spiccava. Ma questo non era un problema di cui preoccuparsi. Avrebbe potuto andare via da qui. Abbandonare quello stadio. Ma è stato più forte di lui, ha voluto restare qui. Eppure, ancora non si riesce a spiegare come sia potuto accadere. All'inizio di questa stagione, quando era presente ancora il mister Donadoni, Gianluca era quasi inesistente. La squadra non passava un ottimo periodo e lui non era il giocatore che faceva la differenza. Sbagliava spesso e volentieri, causando il malcontento dei tifosi che erano subito pronti a girargli le spalle,a giudicare il suo possesso palla,pronti a fischiare ad ogni passaggio sbagliato. La storia però cambia. Con l'arrivo di Mazzarri, Gianluca diventa un altro. Non un'altra persona. Il cuore rimane lo stesso, la voglia di dare di più è sempre quella. Eppure qualcosa cambia. Lo stesso giocatore che aveva ricevuto tutte quelle critiche negative, quel giocatore che ci metteva l'anima sempre, quel giocatore che spesso deludeva, quel giocatore che veniva sorpassato dagl'altri compagni di squadra,quel giocatore di cui non si sapeva niente... adesso è come rinato. Lo vediamo in campo sorridente, pronto a dare tutto. La sua fermezza, la sua calma, permettono una prestazione brillante, capace di mettere in difficoltà i “campioniâ€� del calcio italiano,gli stessi che lui credeva di non poter mai affrontare. E invece adesso si trova qui, accanto a loro,capace di tenergli testa. Grava ha meritato la stima di tutti i tifosi partenopei. Si,anche quelli che lo hanno criticato fin dai tempi della serie B. Ha dimostrato di avere qualità indiscusse. Ha dimostrato a tutti quei tifosi che non credevano in lui,che può fare la differenza. Ed è così. Grava oramai è indispensabile. E' indispensabile per un Napoli che ha bisogno di arrivare in alto. La difesa trema. Ma non trema di paura. Trema per la tanta voglia di voler difendere a tutti i costi questa squadra. Trema per l'adrenalina che sale attraverso la schiena, che si infiltra nelle ossa, che percorre tutto il corpo in 90 minuti o forse anche di più. Trema perchè sa di dover dare tanto a tutta quella gente che non fa altro che sperare,tutta quella gente che ha gl'occhi impiantati su quella palla. Tutta quella gente che si affida agli undici leoni azzurri per far sì che i loro sogni si realizzino. La difesa trema,ma una cosa è certa: non di paura. La difesa è presente. E gl'errori ci sono. Sarebbe inutile negarlo. Ma con Grava,un Grava possente,un Grava che fa dell'area di difesa il suo territorio,non si può temere -quasi- nulla. Il pubblico grida il suo nome. Le loro mani sono pronte a diventare rosse pur di applaudirlo. Ha meritato la stima,il rispetto,l'amore,l'affetto di tutti. Grava è rinato. O forse è nato solo adesso. Ma una cosa è certa: non ci ha abbandonati. Ha avuto pazienza. Ha aspettato il suo momento di gloria. Gianluca,adesso ce l'hai. Questo è il tuo momento. Noi siamo qui, non ti abbandoniamo. Proprio come hai fatto tu.
UltrasGirlsNapoli







Napoli-Frosinone: 3-0, commento e analisi in 3 minuti
Il Napoli ha già scelto il sostituto di Anguissa
Napoli, calendario Champions 2026-2027: data e ora delle 8 gare
"1 agosto 1926", coro e testo
"Sono napoletano", coro e testo
Guarda tutti i video pubblicati su AreaNapoli.it
