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Il calcio è una cosa seria, ma anche l'ironia: Bargiggia, si contenga! Altro che Masaniello


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Pubblicato nella sezione Altre notizie
Il calcio è una cosa seria, ma anche l'ironia: Bargiggia, si contenga! Altro che Masaniello

Brutto botta e risposta in radio tra Umberto Chiariello e Paolo Bargiggia che cita Masaniello senza motivo. Magari chiarirà il suo pensiero.


Un normale collegamento telefonico nel corso di una diretta Radio si è trasformato in una lite tra il conduttore e l’ospite. E' quanto accaduto a Radio Punto Nuovo, emittente napoletana, dove Umberto Chiariello e Paolo Bargiggia si sono duramente confrontati su un "certo modo" di fare informazione. Marco Giordano nel presentare Bargiggia lo definisce il numero uno sul mercato. A quel punto la prima ironica frecciata di Chiariello: “Numero uno sul mercato, non esagerare, vuoi essere picchiato per strada a dire così? Bargiggia è uno dei più odiati a Napoli insieme a Paolo De Paola e a Enrico Fedele, a sensazione sono questi tre. Ma noi ce ne freghiamo e li chiamiamo lo stesso”. Una presentazione che tutto sommato - piaccia o meno - ci può stare perché un conduttore ha incensato e l'altro ha smontato. Fa parte dell'intrattenimento radiofonico ed è anche un modo per sdrammatizzare i toni spesso eccessivamente seriosi del calcio che resta comunque un "gioco". Ma si trattava di una introduzione, non si era ancora arrivati al momento serio, ovvero ai contenuti e all'informazione. La radio è fatta anche di momenti.


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Bargiggia, invece di replicare con altrettanta ironia, passa all'attacco: “Posso dire una cosa, se mi chiami per un collegamento e ti faccio un favore, non posso sentirmi dire ancora, gli amici del Napoli, non gli amici… Allora chiamate gli amici del Napoli, restate a Masaniello, mi avete rotto le scatole, mi aspetto che chi fa informazione sia un po’ intelligente, non mi metto più a disposizione, chiedete se davvero a Napoli mi considerano un nemico, rispettate i professionisti e vi saluto”. Che senso ha parlare di Masaniello? Cosa sa Bargiggia di Masaniello? E qual è il senso di questa frase? Forse intende dire che Napoli è ferma al 1647? 


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Poi Chiariello ha aggiunto: “Mica non ci dormo stanotte, ognuno è fatto a modo suo, mica sono suo padre, ha deciso così e fa così, quando mi hanno chiamato le radio juventine ci ho scherzato sopra se mi considerano un nemico della Juve, a noi non frega di essere simpatici, doveva capire che era a suo favore e non contro di lui, ci sarà un motivo se è inviso alle persone, uno che reagisce così ha un carattere sgradevole, se ti sto dicendo che sto scherzando dovresti smetterla. Non mi spaventa il diavolo con le corna figurati Bargiggia. De Paola almeno è sportivo e accetta lo sfottò e la critica dura, con tranquillità assoluta. Non sono quasi mai d’accordo con lui ma apprezzo il suo atteggiamento di grande fair play”.

Sui social si sono formati gli schieramenti: “Paolo, ho sentito il suo intervento nella radio di Napoli, che poi è la mia città. Mi permette? Ha pienamente ragione lei” o anche: “signor Paolo ho sentito e mi metto umilmente nei suoi panni, perché un professionista che interviene per parlare di calcio e dare notizie serie, si sente dire che è odiato. Ha fatto bene ad agire così”.

C’è chi osserva: “Napoli sarà pure rimasta a Masaniello, ma lei, uscendo da una trasmissione radiofonica in quel modo non le sembra di essere rimasto ai barbari? Educazione zero”. Bargiggia chiude la polemica: “Volevo parlare seriamente di calcio, provare a dare notizie, aggiornamenti sul Napoli e altro ancora. Ma hanno voluto buttarla in vacca. Con me hanno sbagliato persona: il giornalismo sportivo fa già pena cosi che non è il caso di andare oltre”. Caro Bargiggia, abbiamo ascoltato: non era un modo per buttarla in vacca, si trattava di ironia. Magari quell'ironia non è stata di suo gradimento, ma se è stato chiamato, vuol dire che la redazione di Radio Punto Nuovo si fida del suo modo di lavorare e di fare informazione. Si può discutere sull'opportunità di presentarla in quel modo, ma l'offesa non c'è, l'intento scherzoso di Chiariello era più che evidente. E, a proposito di Masaniello, ecco un discorso sulla libertà di Tommaso Aniello d'Amalfi: "Amici miei, popolo mio, gente: voi credete che io sia pazzo e forse avete ragione voi: io sono pazzo veramente. Ma non è colpa mia, sono stati loro che per forza mi hanno fatto impazzire! Io vi volevo solo bene e forse sarà questa la pazzia che ho nella testa. Voi prima eravate immondizia ed adesso siete liberi. Io vi ho resi liberi. Ma quanto può durare questa vostra libertà? Un giorno?! Due giorni?! E già perché poi vi viene il sonno e vi andate tutti a coricare. E fate bene: non si può vivere tutta la vita con un fucile in mano. Fate come Masaniello: impazzite, ridete e buttatevi a terra, perché siete padri di figli. Ma se invece volete conservare la libertà, non vi addormentate! Non posate le armi! Lo vedete? A me hanno dato il veleno e adesso mi vogliono anche uccidere. Ed hanno ragione loro quando dicono che un pescivendolo non può diventare generalissimo del popolo da un un momento all'altro. Ma io non volevo far niente di male e nemmeno niente voglio. Chi mi vuol bene veramente dica per me solo una preghiera: un requiem soltanto quando sarò morto. Per il resto ve lo ripeto: non voglio niente. Nudo sono nato e nudo voglio morire. Guardate!". Libertà di espressione, libertà di rispondere...


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Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.
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