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Ibrahimovic a Sanremo: ritmo lento ed espressioni finte, ovvero l'imitazione sbagliata di Celentano


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Pubblicato nella sezione Altre notizie
Ibrahimovic a Sanremo: ritmo lento ed espressioni finte, ovvero l'imitazione sbagliata di Celentano

Zlatan non sembra sentirsi a suo agio sul palco dell'Ariston. Al momento non si capisce il senso della sua partecipazione. O forse sì, ma che senso ha?


Perché Sanremo è Sanremo. E s'ha da fare. Comunque. A prescindere. Anche senza pubblico. Quest'anno poi c'è lui, Zlatan Ibrahimovic, ovvero il "più grande di tutti" a detta sua. Il calciatore del Milan è uno dei personaggi più attesi della settantunesima edizione del Festival della canzone italiana. E il suo primo intervento non è stato certamente di quelli memorabili. Il quarantenne si è presentato in smoking ma con la camicia bianca fuori dai pantaloni. Ci ha provato ad essere simpatico con il suo atteggiamento da sbruffone, con le sue espressioni (evidentemente finte, ma va bene così) da duro, da uomo che non deve chiedere mai. Nel suo botta e risposta con il conduttore Amadeus sembrava quasi l'imitazione (sbagliata) di Adriano Celentano tra ritmo lento, pause infinite tra una parola e l'altra e soprattutto battute forzate, come quella delle sue "regole" banalmente calcistiche.


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Purtroppo è una moda, ovviamente solo commerciale, quella di lanciare su un palco i personaggi famosi perché poi si scatena la curiosità di vederli all'opera. E quando li vedi ti rendi conto subito che non sono a loro agio e il risultato è imbarazzante, una delusione. Ma intanto hai visto e fai audience. Perché conta solo quello. Poi ci sono quelli che dicono "grande Zlatan, grande Dio Ibra". Così, in automatico. Ormai i professionisti si scelgono solo in base al numero dei fan sui social. Va bene così, Sanremo è comunque un bel messaggio, una voglia di ritorno alla normalità, compresa la normalità di cose che probabilmente peggioreranno sempre. Bisogna andare avanti, perché Sanremo è Sanremo. Ibra, ascoltaci: torna in campo, per piacere, là sì che puoi ancora fare espressioni da duro, credibili, da campione. Altro che fare il verso involontario al noto molleggiato pur assumendo pose rigide.


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Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.
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