Iaquinta imputato nel processo Aemilia per associazione mafiosa, chiesti 6 anni di reclusione

Tra i reati contestati ai vari imputati si va dall'associazione a delinquere di stampo mafioso, alla falsa fatturazione, frode, usura e estorsione.
Era in campo lunedi sera a San Siro nella serata dedicata al "Maestro" Pirlo, ma ora Vincenzo Iaquinta - ex campione del mondo - potrebbe avere ben altri pensieri da qui a breve. L'attaccante ex di Juventus e Udinese è difatti tra i 147 imputati del processo Aemilia, il più grande finora celebrato contro la 'ndrangheta nel nord Italia. I magistrati della direzione distrettuale antimafia di Bologna, al termine della requisitoria, hanno richiesto per lui 6 anni di reclusione con l'accusa di reati relativi alle armi con aggravante di associazione mafiosa. Per il padre del campione del Mondo del 2006 Giuseppe i pm hanno chiesto 19 anni di reclusione per affiliazione alla 'ndrangheta.
Tra i reati contestati ai vari imputati si va dall'associazione a delinquere di stampo mafioso, alla falsa fatturazione, frode, usura e estorsione. Le richieste di pene maggiori per M. B. (30 anni in ordinario e 18 in abbreviato), G. B. (26 anni e 6 mesi in ordinario e 16 in abbreviato) e P. B. (14 anni in ordinario e 4 anni e 6 mesi in abbreviato). Domani la parola alle parti civili.








Napoli-Frosinone: 3-0, commento e analisi in 3 minuti
Il Napoli ha già scelto il sostituto di Anguissa
Napoli, calendario Champions 2026-2027: data e ora delle 8 gare
"1 agosto 1926", coro e testo
"Sono napoletano", coro e testo
Guarda tutti i video pubblicati su AreaNapoli.it
