"I migliori allenatori del Napoli di De Laurentiis", il post di de Angelis tra verità e battute
Simpaticissimo approfondimento e amarcord sui diversi tecnici che ha avuto il club partenopeo da quando il produttore cinematografico è in sella al Ciuccio.

Paolo de Angelis, giornalista, ha pubblicato un post dal titolo "I migliori allenatori del Napoli" per fare una sorta di riepilogo si tecnici che si sono avvicendati sulla panchina azzurra nel corso della gestione De Laurentiis. Ecco quanto si legge: "Classifica: 1) Spalletti, già importante allenatore del panorama calcistico italiano, con passaporto russo, dal carattere non facilissimo ma capace, maniacale, sempre alla ricerca del gioco. Con un manipolo di giovani ha scassato il campionato, ed anche la Champions, dalla quale è uscito fuori solo per sfortuna, infortuni e decisioni arbitrali, ma nella quale ha mostrato la squadra più bella d’Europa. Il ricordo di tutto ciò lo ha negli occhi, lucidi, quando si parla di Napoli, nella testa e, perenne, sul braccio".
E poi: "2) Sarri, tosco napoletano, fumatore e noto scaccolatore nasale ma, anche qui, esibì un gioco meraviglioso finché non subì un furto e in un albergo di Firenze si ammalò di profonda depressione. Peccato. I ladri di cui sopra gli restituirono ogni refurtiva, un paio di anni dopo, sullo sfondo di una meridionale Mole".
Ed inoltre: "3) Benitez, il cui maggiore pregio fu che sdoganò Napoli, persino la sua enogastronomia, ed il Napoli a livello internazionale cosi che giocatori e procuratori di tutto il mondo si interessarono alla nostra simpatica e gioiosa città di mare, divina e di vino. Già, di vino, perché anche lui come Sarri e, come vedremo sotto, lo stesso Reja, sono grandi assaggiatori e conoscitori del mondo dell’enologia. A Genova, dentro al Marassi, nel ringraziarlo per una grande vittoria, regalai lui una bottiglia di vino. La bevve nell’immediato dopo a giudicare dalle gote sue, due arance ancor più rosse, all’uscita dall’impianto del Genoa Cricket and Football Club. Grazie a lui arrivarono giocatori di un certo pregio, rilievo, classe. Si iniziava a vedere un vero e proprio calcio internazionale".
"4) Mazzarri, il Napoli del nuovo corso deve molto a lui. Un altro che fumava, ovunque, e sempre, di nascosto, che in panchina non si poteva più. Lo conobbi mentre facevo la pipì. Venne vicino a me e si mise a farla anche lui. Io già non fumavo più, lui, sigaretta in mano, in una mano che l’altra era impegnata, si guardava attorno con circospezione sperando non entrasse nessuno in quel bagno della sala stampa dello stadio di Bologna. Ci lavammo anche le mani assieme. Mai intervista fu cosi … profonda, e intima, e anche divertente. Durò il tempo di una sigaretta, ma di parole me ne disse tante. Mi aspetto ancora molto da lui, potrebbe scalare questa classifica sino ad un ex aequo con Benitez".
5) Reja, il vero traghettatore di un Napoli non voluto dal sistema. Se fallisci e, con fare onesto, porti i libri in tribunale non sei ben visto dal sistema calcio il quale preferisce ben altro, dai falsi in bilancio alla corruzione. Li, sei salvo. Immaginate quale difficile compito ebbe Reja. Eppure dalla C alla A ci portò lui. Con meravigliose cavalcate. E alla prima in A, in trasferta, trovarono modo e maniera di cacciare da tutta l’Italia i sostenitori azzurri. Governava la Lega. Povero mister. Amante dei vini della sua terra, Bruscolotti in persona, una sera a cena che avevamo tutti nel calice del buon vino campano, gli portò un rosso bisacco. L’unico che sputa da fermo, ma sempre gentile. Al suo esonero, ed in sua difesa, scrissi un articolo in latino, perché le idee erano assai confuse. Meglio usare la lingua madre, mi dissi. Qui sotto uno stralcio: In anno secundo postea ritornum in maxima seriae magnificus presidens Aurelius De Laurentibus licentiabat vetustum allenatorem Edoardum Rejam et ingaggiabat ex allenatoris nationalis Robertus Donadonis, alias ricciullillus. Paucis giornalistis (quae in Neapolis iustamentem appellant gionalaiis) contraris erunt de haec nomina et nemo recordabat Donadonis fuit nationalis commissarius tecnicus per suam vetustam amicitiam cum ex compagno in Mediolanum Demetrius Albertinus. Secunda pars de Neapolis campionato fuit verum disasterum sed nemo accusabat Donadonim incompetentis esse: totis dicebant "squadra distructa est in corpore atque mens", et colpam Rejam totis dabant".
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