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"I giocatori di oggi corrono solo, ma dove vanno?". Valderrama e le parole di Maradona per lui


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I giocatori di oggi corrono solo, ma dove vanno?. Valderrama e le parole di Maradona per lui

Carlos Valderrama, numero 10 colombiano di grandi qualità tecniche, ha segnato un'epoca calcistica. Ne parla la pagina "Romanzo Calcistico".


Sulla pagina di Facebook "Romanzo Calcistico", in un post si parla di Carlos Valderrama, uno dei calciatori colombiani più forti della storia. Ecco quanto si legge: "È stato il capitano della nazionale colombiana per tre coppe del Mondo consecutive: 1990, 1994 e 1998. Prima del suo avvento, i cafeteros non si qualificavano a un campionato mondiale dal 1962; dopo il suo addio, ci vorranno ben sedici anni prima che la Colombia prenda parte a un’altra edizione. Per molti non è affatto un caso, perché Carlos “El Pibe” Valderrama, primatista di presenze con 111 partite disputate e due volte Pallone d’oro sudamericano, ha segnato un’epoca nel suo paese". 


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Ed inoltre le parole di Maradona per lui: "Già solo la sua presenza trasmetteva sicurezza e spavalderia ai compagni, le stesse che lui ha sempre mostrato nel rettangolo di gioco. Era capace di andarsi a prendere il pallone nella propria metà campo anche solo per muoverlo un paio di metri o ridarlo a chi gliel’aveva appena passato: l’importante per lui era sfiorarlo, sentirlo. Voleva sempre avere il controllo del gioco. Tocchi brevi, passo felpato e portamento di un re. “Ero lento? Il mio calcio era pura tecnica, ora invece corrono tutti come matti. Io mi chiedo spesso: ‘Ma dove vanno?’” Sì, era lento, ma poco importava se poi era capace di mandarti in porta quando voleva. E che fosse con il destro o con il sinistro non faceva alcuna differenza. Diego Armando Maradona, nella sua autobiografia Io sono El Diego, afferma: “Ha fatto vedere ai colombiani come si gioca a calcio. Aveva certe caratteristiche di Bochini. Potrebbe giocare fino a cinquant’anni, perché uno come lui non ha bisogno di correre per giocare”. 


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Infine il post aggiunge: "L’argentino César Luis Menotti, che lo ha incrociato diverse volte, ha dichiarato: “Un mago dell’intelligenza, che conosce la posizione dei suoi compagni quasi senza guardarli.” Lo sa bene il suo compagno di nazionale a Italia ’90, Freddy Rincón, che nel terzo match del girone contro la Germania sfrutta proprio una superba giocata del Pibe per segnare il gol del pareggio, che vale la storica qualificazione agli ottavi di finale. Il numero 10 della Colombia, in maglia rossa quel giorno, inventa dal nulla il passaggio, prima controllando di suola il pallone, poi aggirando l’avversario con una finta di gambe, infine servendo senza guardare, dopo uno scambio rapido con il compagno, il delizioso assist. I cafeteros abbandonano al turno successivo contro il Camerun di Roger Milla, per colpa di una scellerata e disastrosa uscita palla al piede del portiere Higuita. Ma quella è un’altra storia…".


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Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.
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