Higuain lascia il calcio: Napoli è il grande rimpianto. La "culpa" di Aurelio e il giochino di Andrea

Gonzalo Higuain si ritira. Con il suo addio il calcio perde uno degli ultimi poeti del pallone in grado di scrivere con entrambi i piedi. Come i poeti, molto malinconico.
Gonzalo Higuain dirà addio al calcio giocato alla fine di questa stagione. Lo ha confermato il padre del centravanti argentino. Leggendo le sue ultime dichiarazioni, a tanti era sembrata evidente l'insofferenza del Pipita per il mondo del pallone. Frasi come "preferisco i valori, meglio essere una brava persona che vincere i titoli nel calcio", danno più o meno la misura di uno stato d'animo tormentato. A 34 anni, dunque, uno dei migliori attaccanti degli ultimi anni, saluterà i suoi tifosi definitivamente. Peccato. Gonzalo Higuain ha girato molto negli anni più belli della sua carriera. Dopo un amore bello ma non totale con il Real Madrid, ha cambiato città, maglie, modo di vivere. Dopo la Spagna, l'Italia. Anzi, Napoli. L'athanor ideale per trasformare la sua poesia calcistica facendola coincidere con le voci di dentro. E il tuffo sugli scogli di Capri gli ha fatto capire subito il tormento e l'estasi di Napule.
Dal 2013 al 2016. Gli anni del dopo Cavani, non uno qualunque. Tre stagioni intense a suon di gol e giocate magiche a conferma che l'Argentina abita anche a Napoli. E uno scudetto sfiorato con il primo Sarri in panchina. 36 gol in campionato, il record di Nordahl battuto, ma a vincere è la Juventus. Poi all'apice del suo percorso azzurro, il litigio con De Laurentiis e l'addio. E dove si accasa? Proprio alla Juventus. Aveva la possibilità di diventare Re a Napoli e invece ha scelto di passare al "nemico". Certo, ha vinto qualche scudetto e ha perso due finali di Champions, così come ha perso una finale mondiale con l'Argentina.
Nella testa dei napoletani si alterneranno sulla scena i ricordi di alcune giocate assurde, impensabili, i gol da fenomeno, e le visite mediche di nascosto per la Juventus. E poi le esultanze fiere ai gol contro il Napoli, indossando la maglia bianconera. "Es tu culpa", è colpa tua. Gridato verso De Laurentiis. Andrea Agnelli prendendo Higuain - pagato 91 milioni, mentre a Dimaro piovevano asteroidi dal cielo - ha di fatto staccato la testa al Napoli e l'ha infilata nella sua collana tra i vai pezzi. Un giochino da ricchi. Da Sarri e Allegri, il tecnico che lo ha rimesso a lucido, che gli ha ridato vita, e l'altro che lo ha sfruttato per quello che è, ma lasciandolo libero di girare. Ma Gonzalo ha anche bisogno di coordinate, altrimenti si perde. E il patron del Napoli non gliene ha date tantissime su strade che per El Pipita dovevano portare ai trionfi. Culpa di Aurelio o di Gonzalo, chissà... ma una grande occasione è stata persa.








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