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"Higuain e la fisiognomica del frustrato". Napoli, ricominciamo da chi?


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Higuain e la fisiognomica del frustrato. Napoli, ricominciamo da chi?

"A me Higuain comunque non è mai piaciuto, per quel fatto lombrosiano della fisiognomica... mi dava l'idea del frustrato, del tendente al depresso, senza forza vitale".


Avevo mal di testa quel giorno di fine Luglio di tre anni fa quando accendendo la TV lo vidi arrivare a Fiumicino con una camicia improbabile color Cipolla. L’effetto fu quello che la musica di Elvis faceva sul giovane Paul McCartney: far passare l’emicrania. Il sogno di prendere un grande calciatore argentino da una grande di Spagna era realtà 29 anni dopo, e scusa D10S se inizio con la prima bestemmia. Si, sembrava una storia da Federico Buffa racconta, mi ero illuso fortemente, forse inconsciamente avevo bisogno di quello che tecnicamente in amore viene chiamato chiodo scaccia chiodo, e dopo i 104 goal del Matador quello del Pipita era l’unico chiodo possibile, figurarsi se quel chiodo era di nazionalità argentina. Pensavo che avesse qualcosa di magico, che fosse lui il The chosen one (il prescelto per riportare lo Scudetto in riva al golfo) dalla data di nascita il 1987 (anno del primo Scudetto) e poi il 10 (non solo il numero dell’unico D10s, ma anche il 10 come il giorno di Maggio in cui ci laureammo campioni). Le lacrime dopo Napoli-Arsenal e quelle recenti di Udine mi hanno fatto credere che fosse diverso, che come gli eroi greci avesse compiuto il suo destino all’ombra del Vesuvio. Non voglio entrare nell’aspetto tecnico, sui tre anni di gioie con due trofei (la triste serata nonostante la Coppa Italia di Roma e la splendida di Doha con la sua prepotente doppietta a quelli la) e le tristi serate (Dnipro e Lazio con lui che è venuto meno nei momenti decisivi),  per quello ci hanno già pensato altri, specie dopo la magica serata con il Frosinone con quella rovesciata alla Van Basten abbiamo vissuto un momento nell’Aion (eternità-tempo infinito), per dirla alla Carmelo Bene. Voglio parlare di sentimenti perché quello che è successo oggi, questa notizia del passaggio a quelli la è un cazzotto che manco la buonanima di Muhammad Ali… Inaspettato perché all’addio ci avevamo fatto tutti il callo ormai che fosse Premier o la solita Ligue 1 poco importava, ciò che sconforta è il cinismo l’assenza che Gonzalo sta portando avanti in questa scelta, che il presidente fosse un uomo di libertà lo sapevamo ormai, ma pensavamo Gonzalo fosse un uomo d’amore lo avrà pensato anche il vecchio e inossidabile tifoso, Luciano de Crescenzo, vedendolo cantare sotto la Curva. Ripenso alle parole che un mio fraterno amico mi ha proferito una settimana fa a Pisa quando le voci di un passaggio alla Juve iniziavano ad essere assordanti mi ha ribadito : "A me Higuain comunque non è mai piaciuto, per quel fatto lombrosiano della fisiognomica... mi dava l'idea del frustrato, del tendente al depresso, senza forza vitale”.  Andando a rileggere alcuni momenti della sua carriera specie quelli in nazionale, credo che abbia pienamente centrato il punto, dai volti si capisce ogni cosa. Sono giù anche se domani mi passerà come sempre, e quando sono in questi stati d’animo penso a due persone: A Diego Maradona (l’unico a trasformare questo gioco in arte) che più passa il tempo più rende verbo le parole di mio Papà (“Ho pianto solo per lui..o’riest è roba mediocre.. ma parlo a livello umano non solo calcistico”). E ovviamente al tifoso più illustre che abbiamo avuto, una delle menti più geniali mai esistite, Massimo Troisi. Me lo immagino da qualche parte leggere di questa clausola e della Juve mentre prova a spostare Higuain come un oggetto qualunque.  "Muovete questo", "Pagate!". Napoli, ricominciamo da chi? Speriamo da quel famoso striscione sospeso in una intervista di trenta anni fa.


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Fabio Gentiluomo


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