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Higuain alla Juve, i napoletani sono da applausi. Nessuno vi racconterà...


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Higuain alla Juve, i napoletani sono da applausi. Nessuno vi racconterà...

Inutile nasconderlo: quella di oggi è stata una giornata moto difficile per il Napoli. E non mi riferisco solo al naturale dispiacere di vedere il Pipita con la tanto odiata "maglia" bianconera.


Inutile nasconderlo: quella di oggi è stata una giornata moto difficile per il Napoli. E non mi riferisco solo al naturale dispiacere di vedere il Pipita con la tanto odiata "maglia" bianconera. Dispiace di più il modo scelto per andare via. L'argentino non ha salutato una tifoseria che gli ha dato tanto. Nessuna parola spesa per i compagni e per un allenatore, Maurizio Sarri che, dati alla mano, ha prodotto il migliore Higuain di sempre. Sia chiaro: l'argentino era forte anche prima. Era reduce però da due stagioni contraddistinte da alti e bassi, Sarri lo ha messo al centro del suo progetto. Higuain è sempre partito titolare, catalizzava la manovra offensiva degli azzurri, i compagni giocavano per lui. Insomma: se l'ex Real Madrid, a quasi 29 anni, è diventato un attaccante dal valore di 94 milioni e 736.000 euro, parte del merito è da attribuire anche al Napoli. Il suo atteggiamento è inspiegabile. Il Cavani fischiato al San Paolo contro il Psg, dopo avere lasciato la Campania, acquistò un'intera pagina sul Corriere dello Sport per omaggiare le tante persone che lo avevano sostenuto fino a quel momento. Il suo messaggio era il seguente: "1000 giorni indimenticabili, 104 momenti speciali vissuti con voi, grazie per tanto amore". Evidentemente per Higuain il popolo azzurro non meritava neanche una pagina di un qualsiasi quotidiano nazionale. I tifosi partenopei lo hanno atteso all'uscita dall'Aeroporto di Torino Caselle mischiandosi agli oltre 200 supporters bianconeri presenti. Cosa è successo? I partenopei hanno cercato lo scontro con la tifoseria rivale dando ragione ad un'immagine distorta dei media che li dipinge come violenti? Assolutamente no. Hanno dato una lezione di civiltà a tutti restando composti e salutando quello che, fino a pochi giorni fa, era il loro idolo. Hanno sofferto vedendo il Pipita indossare la sciarpa dei rivali, hanno guardato con incredulità il loro idolo mostrare inorgoglito la nuova maglia. Ma erano lì ad osservare, ad accettare anche i soliti cori contro i napoletani. Probabilmente saremo gli unici a parlare di questo episodio, ma ci è sembrato doveroso farlo. La denuncia è doverosa, ignorare i problemi non ci rende certamente migliori. Napoli, però, non deve diventare oggetto di discussione e di studio solo quando è protagonista di fatti spiacevoli. Esiste una Napoli buona che, anche a Torino, ha saputo farsi onore. E oggi abbiamo voluto raccontarla...


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Francesco Manno
Giornalista pubblicista dal 2006, è laureato in scienze della comunicazione. Ha vinto l'Oscar Campano per la sua professionalità. Ha inoltre condotto e diretto diversi programmi radio e TV.
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