Grecia, clamorosa decisione del Governo sul campionato di calcio!

Drastica e clamorosa la decisione del Premier greco, Alexis Tsipras, a proposito del campionato di calcio ellenico, dopo i violenti scontri del derby di Atene tra Panathinaikos e Olympiakos.
Drastica e clamorosa la decisione del Premier greco, Alexis Tsipras, a proposito del campionato di calcio ellenico, dopo i violenti scontri del derby di Atene tra Panathinaikos e Olympiakos. In questo articolo pubblicato dall'edizione online de La Stampa viene ricostruita tutta la triste vicenda: Dopo gli scontri durissimi verificatisi al derby Panathinaikos-Olympiakos, dopo il match di pugilato in cui si è trasformato il vertice della Lega ellenica di calcio, il governo di Syriza ha deciso di sospendere a tempo indeterminato lo svolgimento del campionato. Finchè, recita un comunicato, "non verranno intraprese tutte le iniziative necessarie da parte di tutti i soggetti interessati perchè sia combattuta la violenza e sia modificato il quadro legislativo".
Violenze ripetute
Il calcio greco ha una lunga e poco onorevole tradizione di violenza. Che si somma alla eccezionale rivalità che contrappone non solo le tifoserie delle squadre più famose e blasonate, ma anche i loro padroni-proprietari. Da anni la vittoria del campionato è affare privato dei rossi dell'Olympiakos del Pireo, di proprietà del magnate/banchiere/armatore/grande oligarca Vangelis Marinakis, e dei verdi del Panathinaikos, di proprietà del magnate/banchiere/armatore/grande oligarca Yannis Alafouzos. Domenica c'è stato il derby, allo stadio del Panathinaikos: hanno vinto 2 a 1 i verdi di casa, pare meritatamente, avvicinandosi a soli tre punti dalla capolista Olympiakos.
Bastonate in campo
Se non che alla partita è successo di tutto. Al presidente dell'Olympiakos Marinakis alla fine del match hanno lanciato ogni tipo di oggetto contundente; l'allenatore dei rossi Vitor Pereira, insultato e quasi colpito da una sedia tirata dagli spalti, ha reagito mandando (diciamo così) a quel paese il pubblico del Panathinaikos. Che ha risposto con un'invasione di campo, che ha costretto la squadra dell'Olympiakos a correre via per evitare il peggio e a sospendere il match per un po' di minuti. Un giocatore dei rossi durante la partita, è stato centrato da un mortaretto. Altri minuti di interruzione. Tutte situazioni risolte dalla polizia a suon di bastonate e lacrimogeni. Secondo il Panathinaikos, sono stati i rivali ad aizzare la folla deliberatamente. Opposta la versione dei rossi.
Nervi tesi anche tra i presidenti
E di peggio è capitato ieri alla riunione ufficiale della Super League, la Lega delle squadre di serie A, convocata per discutere dell'accaduto. A un certo punto il presidente dell'Olympiakos Marinakis ha scagliato un bicchiere al suo rivale del Panathinaikos, Alafouzos; e mentre tutti si alzavano in piedi urlando una guardia del corpo sempre di Marinakis ha dato un cazzotto in faccia al vicepresidente del Panathinaikos. Per fare il paragone, è come se Andrea Agnelli tirasse un bicchiere addosso a Jim Pallotta, scatenando una mega-rissa di fronte a Barbara Berlusconi e Urbano Cairo.
Lo stop
Inevitabile l'iniziativa del governo. Quest'anno il campionato di calcio è già stato sospeso due volte: una per l'uccisione di un tifoso in una partita di serie minori, l'altra per il ferimento grave di un arbitro. Stamani il sottosegretario allo Sport Stavros Kontonis ha chiesto e ottenuto il consenso di Alexis Tsipras. Il campionato per ora si blocca: e ricomincerà solo quando saranno almeno iniziati i lavori per attrezzare gli stadi e le squadre con biglietti elettronici, telecamere di sicurezza, club di tifosi ufficiali e "pacificati". Chissà quando, però. Il campionato greco era già stato sospeso due volte in questa stagione a causa della violenza, ma ora lo stop è definitivo fin quando non saranno ripristinate le condizioni di sicurezza per far svolgere le partite. È allo studio la possibilità di introdurre anche in Grecia la tessera del tifoso, analogamente a quanto succede in Italia. In serata Kontonis si riunirà con i più alti dirigenti del calcio greco e con il Premier Alexis Tsipras.







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