Gli juventini attaccano: "Mazzarri non poteva non sapere". Cari tifosi, la verità è un'altra...

Con riferimento alla partita Sampdoria-Napoli del campionato 2009-10 la Procura Federale ha deferito alla Disciplinare i giocatori Matteo Gianello e Silvio Giusti per illecito sportivo.
Con riferimento alla partita Sampdoria-Napoli del campionato 2009-10 la Procura Federale ha deferito alla Disciplinare i giocatori Matteo Gianello e Silvio Giusti per illecito sportivo; Paolo Cannavaro e Gianluca Grava per omessa denuncia. Deferita anche la società per responsabilità oggettiva, sia per l'omessa denuncia, sia per l'illecito sportivo. Ma come ha reagito il mondo del tifo di fronte a tali notizie? Naturalmente, in casa Napoli, c'è preoccupazione per la vicenda, ma nessuna meraviglia. Come ha ricordato Enrico Fedele, procuratore di Grava e Cannavaro, si tratta di semplice prassi. I tifosi di altre squadre, invece, soprattutto gli juventini, invocano una loro personalissima giustizia. Ecco allora Casematte TreStelle che, sul forum di TuttoSport, scrive: "Mazzarri ? Se questa pseudogiustizia è coerente dovrebbe squalificarlo... adesso è veramente difficile spiegare il non poteva non sapere". Pikkio ci va ancora più duro arrivando persino a scrivere: "A differenza di Conte (dove tutto si fondava sulle illazioni di un criminale e non si parla di soldi) qui è tutto documentato da telefonate e in più si parla di soldi!!! Se viene adottato lo stesso metro usato per Conte allora mi aspetto sanzioni severe ovvero il massimo per le omesse denunce (12 mesi a testa) e il massimo per le responsabilità oggettive (3 punti)".
Altri, invece, se la prendono con i calciatori azzurri. Giuseppe Pino scrive: "Scusate ma la squalifica per Cannavaro dov'è visto che hanno squalificato Conte perchè non devono squalificare Cannavaro e compagnia bella". Chi, invece, non appartiene a squadre coinvolte in tali vicende, se ne esce spesso con la frase: "Tutti colpevoli, le sentenze devono essere esemplari per tutti".
Purtroppo il calderone mediatico tende a uniformare vicende che non hanno niente in comune tra loro. Antonio Conte, innanzitutto, è stato ritenuto colpevole da ben tre gradi di giudizio per l'omessa denuncia della combine in Albinoleffe – Siena, del maggio 2011. Nel caso Gianello, invece, il processo non solo deve ancora arrivare ma, se le tesi dell'accusa verranno confermate, si tratterebbe pur sempre di un illecito tentato ma non portato a termine. E si tratterebbe di una differenza non da poco. Cannavaro e Grava, insomma, non hanno mai venduto una partita e, cosa ancora più da rimarcare, non hanno nemmeno permesso che ciò potesse accadere.
Ciò che nella vicenda Gianello mi lascia perplesso è l'assurda regola della responsabilità oggettiva. E' giusto che Cannavaro e Grava, qualora venga riconosciuta l'omessa denuncia, siano puniti, ma che colpa ne ha la società? E' possibile che debba pagare per un tentativo di illecito messo in atto da quello che, all'epoca, era il terzo portiere della squadra? Questa situazione rischia di arrivare ad un punto senza ritorno. In rose composte da quasi 30 elementi ci sarà spesso la classica mela marcia. Uno che, nonostante sia lautamente pagato dalla propria società, provi a vendersi una partita. E il club, oltre al danno procurato (sconfitta nel caso di illecito consumato), deve anche avere una penalizzazione? Tale regola deve essere assolutamente modificata prima che il calcio italiano diventi un'autentica farsa.
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