"Gli diedero del drogato, lui segnò e simulò la sniffata sulla linea". Per i Reds è leggenda

Quando il destino cuce le trame di una storia destinata a diventare indimenticabile: ricordate l'incredibile esultanza di Robbie Fowler dopo un gol? Tanti i retroscena.
Liverpool, Anfield Road, 1999. Va in scena il sentitissimo derby del Merseyside, Liverpool - Everton. Il settore ospite occupato dai tifosi toffees lo sta ripetutamente riempiendo di fischi, insulti, cori, apostrofandolo soprattutto sul suo stile di vita senza freni. Proprio a lui, Robbie Fowler, tifosissimo da bambino dell'Everton, ma diventato poi bandiera degli acerrimi rivali. E come il destino sempre riserva in questi casi - scrive la pagina di facebook "Romanzo Calcistico" - a segnare è proprio il diretto interessato: su rigore batte Myhere e subito dopo corre a festeggiare sotto i tifosi dell'Everton.
Ma quella di Fowler non è una semplice esultanza. Si accuccia sulla linea di fondo e tra lo stupore di tutti simula una "sniffata", sfidando e provocando appositamente quella curva che gli aveva dato del “drogato”. Per quel gesto riceverà una squalifica di quattro giornate e una multa di 60mila sterline dalla federazione, ma anche l’amore incondizionato dei tifosi del Liverpool, che in un sondaggio nel 2006 lo hanno votato come il quarto “Players Who Shook The Kop”, alle spalle solo di leggende come Steven Gerrard, Kenny Dalglish e Ian Rush. Perché lui da quelle parti è "the God", uno dei più grandi idoli del popolo Reds. Probabilmente anche per quell'indimenticabile derby.








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