"Giovane promessa, venerato maestro, solito str***o". Gattuso non è (ancora) Sarri

Maurizio Sarri è stato prima idolatrato, poi criticato aspramente nonostante i successi conseguiti sia con il Chelsea che con la Juventus.
Alberto Arbasino era un uomo dai mille e più interessi: scrittore, giornalista, poeta, critico teatrale e deputato. Nel corso della sua vita se la prese con quegli intellettuali che passavano per esperti di cose americane o inglesi senza sapere una sola parola di quella lingua. Da qui la sua battuta forse più celebre: "Giovane promessa, venerato maestro, solito str***o". Tale frase può adattarsi al percorso di Maurizio Sarri. Il tecnico, all'Empoli, era considerato una giovane promessa.
La squadra toscana divertiva e riusciva a conquistare risultati lusinghieri esprimendo un gioco gradevole. A Napoli il coach di Figline divenne una sorta di guru, un maestro amato in tutta Europa. Grandi allenatori come Klopp e Guardiola ne tessevano le lodi. Sacchi lo designò addirittura come suo erede. Al Chelsea prima e alla Juventus dopo, il "mito" intorno alla sua figura si offuscò. Sarri divenne un "emerito str***o" per i più nonostante i trofei conquistati. Le sue squadre vincevano, ma il gioco lasciava molto a desiderare.
Gennaro Gattuso non ha ancora compiuto il percorso di Sarri. Il coach calabrese è rimasto al primo stadio, quella della giovane promessa. Non è ancora considerato un "grande maestro", ma Napoli può dargli i giusti riconoscimenti e lanciarlo tra i grandi anche nel suo nuovo ruolo di allenatore. Con la speranza che, a differenza del collega toscano, conservi la stima dei più anche in futuro...








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