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Giletti, Salvini e Viperetta: tutti i vizi di Italietta


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Pubblicato nella sezione Altre notizie
Giletti, Salvini e Viperetta: tutti i vizi di Italietta

Prima di agire o di sparlare, è consigliabile sempre un esame di coscienza a monte. Quel che serve per moderare i toni, a prescindere.


Facciamo subito una premessa. Il mondo offre così tante possibilità per godere di cose belle, interessanti, gioiose, che è quasi un peccato mortale mettersi davanti alla tv, questa tv, per stare a guardare Giletti e Salvini affrontare i problemi di Napoli, oppure soffermarsi ad ascoltare, dopo le partite di calcio, le prediche di Viperetta, al secolo Massimo Ferrero, all'indirizzo di Maurizio Sarri, mister degli azzurri. Meglio andare a fare una passeggiata, leggere un libro, guardare un bel film, oppure prendere un caffè con gli amici, giocare a carte, dedicarsi ai propri figli, familiari, ai bisognosi. E invece no. L'italiano medio si conferma campione assoluto di una disciplina velenosa: rimestare nel torbido. "Hai visto cosa ha detto tizio? Ha offeso caio, ha attaccato tutti i semproni". E giù con commenti, comunicati, raccolta di firme e golose class action per avvocati ambiziosi in cerca di notorietà. Quel che abbiamo visto nelle ultime ore con Giletti, Salvini e Viperetta protagonisti, in fondo, sono il riassunto dei vizi di Italietta, ovvero di un paese allo sbando da nord a sud, incapace di reagire economicamente con piglio unitario, fermo su posizioni stagnanti e soprattutto avaro di spunti culturali per pensare ad una rinascita complessiva in tempi brevi. Sembra quasi che la polemica sia diventata una professione, ovvero l'unico strumento rimasto per creare interesse in presa diretta con gli sponsor che surfano sulle onde dell'eco che imperversa nel mondo delle radio, dei siti e dei social che, come una mucca (non ce ne voglia la mucca, è solo un esempio), deglutisce, spedisce allo stomaco e poi rimanda alla bocca tutta l'erba del detto col famoso fascio unico. Pochi davvero quelli in grado di ragionare con la dovuta calma e freddezza analitica spaziando costruttivamente tra i vari argomenti, tra i problemi cui trovare una soluzione. Si preferisce la caciara, la gara a chi urla di più in prima battuta e in replica. E così l'utente, il telespettatore, il lettore, del totale ci capisce poco o nulla, e la notizia vera, cioè l'analisi delle criticità, si riduce a "Giletti ha offeso Napoli, chieda scusa", oppure, "Il presidente della Sampdoria si è scagliato contro l'allenatore del Napoli". Il punto è proprio questo. Giletti deve fare il giornalista e non il capobanda della sua trasmissione, è suo diritto-dovere far emergere le verità, raccontare i fatti, e soprattutto mantenere la calma sempre e comunque perchè, lo ricordiamo, è pagato con i soldi degli italiani attraverso il canone. Canone, badate bene, non cannone da puntare, insieme alla telecamera, dove fa comodo per strumentalizzare con latente razzismo. I problemi di Napoli non sono certamente quelli di un politico che va allo stadio gratis. Questo è un malcostume che imperversa ovunque nel nostro Paese, a Roma come a Milano e non solo. A proposito, a quel consigliere napoletano che ha sottolineato che "è giusto andare allo stadio gratis dopo una settimana in cui hanno a che fare con i cittadini", ricordiamo che lui non è altro che un cittadino a cui i cittadini stessi hanno chiesto di rappresentarlo. Sì, perchè, un altro vizio tipico di questa Italietta è quello di vedere nei politici i marziani di turno, gli 'eletti' (non parliamo di voto), gli unti dal Signore. C'è una enorme differenza tra unti e 'nzevati, è bene ricordarlo. I politici facciano il loro lavoro, quello per il quale sono profumatamente pagati per volere espresso di quei cittadini, loro pari, che gli hanno affidato un mandato con fiducia. Cosa farà quel consigliere quando tornerà ad essere un 'semplice' cittadino? E per concludere, ricordiamo di striscio al presidente della Sampdoria, che Sarri ha solo rimarcato un episodio: il rigore su Higuain è netto, evidente, lapalissiano! Dire che l'allenatore del Napoli è stato deludente perchè lui 'rappresenta il nuovo corso', è una forzatura bella e buona. Chi lo ha deciso? Sarri avrebbe anche potuto evitare di 'lamentarsi', questo è evidente, ma il nuovo corso si genera alla fonte del sistema e non pretendendo da un tecnico certe risposte o atteggiamenti. L'Italia deve essere unita in tutto, nun ha da fa a chi figlie e a chi figliastr'..., per dirla con la famosa signore di Torre Annunziata. Salvini, Giletti, Ferrero e tutto l'apparato di coloro che parlano, fanno, dispongono, facciano un lavoro completo: meno show mediatico di massa e sensazionalista, e più fatti. Altrimenti è tutta un'arena di tori allo sbando ai cui pali si Lega l'intero popolo a cui dare in pasto pane e veleno. Anzi, solo veleno. Capito Giletti? Capito Salvini? Capito Viperetta? Evitate di parlare a vanvera di Totò e Peppino.


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Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.
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