Giletti: "Ho 60 anni. Nessuno deve insegnarmi come fare le cose"
Nella puntata di Non è l'Arena il conduttore Massimo Giletti ha respinto le critiche della settimana scorsa dopo il suo collegamento da Mosca.

Dopo la bufera per il collegamento da Mosca della scorsa settimana, Massimo Giletti non l'ha presa bene e ha deciso di chiarire la sua posizione nella puntata di ieri sera di Non è l'Arena: “Sono ben conscio dei miei limiti e non mi paragono a Biagi ma il punto interessante è che Biagi venne attaccato perché aveva fatto una cosa molto difficile, venne criticato perché chi si espone è sempre oggetto di attacchi. Avevo messo in preventivo che andando in Russia mi sarei potuto esporre a critiche”.
“Ho un unico editore che si chiama Cairo, ma ho un editore ancora più importante che siete voi: ecco perché ho detto ‘risponderò in tv’. Non ho mai fatto programmi da salotto, sarebbe troppo facile, sono sempre andato a cercare qualcosa di diverso. Solo noi, con la Verità di Belpietro, siamo andati a cercare lo scandalo delle mascherine, poi ci sono venuti tutti dietro" ha aggiunto il conduttore di La7.
"Noi abbiamo fatto la battaglia contro le scarcerazioni: sono rimasto isolato e sono finito sotto scorta. So benissimo che ci si può esporre, ci sta. Ma il punto è uno solo, è utile o non è utile sentire il pensiero del nemico? Nessuno nega che la Russia sia entrata con i carrarmati in una nazione sovrana, ma ascoltare dall’altra parte cosa dicono e cosa pensano, lo fa il Corriere della Sera, Repubblica, tutti i giornali e le tv nel mondo” ha continuato lo sfogo Giletti.
"Ho deciso di andare a Mosca perché volevo conoscere il punto di vista del nemico. Ho 60 anni – sottolinea Giletti, dopo aver aperto la puntata citando Enzo Biagi – e non intendo dare lezioni di giornalismo a nessuno, ma nessuno deve insegnare a me come fare le cose, specie i colleghi che stanno nei palazzi e che fanno da megafono ai palazzi del potere. Sono stato francescano? Forse sì, ma bisogna anche tenere conto del fatto che il mio spirito era dialogare, ero in Russia, il mio atteggiamento era giustamente lo spirito di San Francesco.” ha concluso il noto giornalista, grande tifoso della Juventus.
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