Gigi D'Alessio confessa: "Con Pino Daniele rapporto turbolento". Poi il retroscena su Lucio Dalla

In un'intervista al Corriere della Sera, Gigi D'Alessio ha ricordato alcuni aneddoti relativi a Pino Daniele e Lucio Dalla.
Intervistato in esclusiva da Il Corriere della Sera, Gigi D'Alessio ha risposto così su Pino Daniele: "Rapporto turbolento, ce ne siamo dette di tutti i colori. Eppure eravamo nati a venti metri di distanza nel quartiere Santa Chiara, i nostri genitori giocavano a carte insieme. Avevamo pure la stessa casa discografica, però non eravamo amici, anzi. Finché un giorno, nel 2008, Pino mi telefonò: “Prima ca’ ci amma appiccicare (che finiamo per litigare) ci vulimme conoscere?”. E poi mi invitò al suo concerto. Mai preso tanti fischi come quella sera. Però da allora non ci siamo più persi, spesso passava il Natale a casa mia, tra risate e bicchieri di vino".
Poi il suo passato come pianista di Mario Merola: "Un personaggio unico, di grande carisma, eravamo come padre e figlio. Un pezzo di pane, l’uomo più buono al mondo, anche se nei film faceva il cattivo, il guappo, il carcerato, il mammasantissima. Girare a Napoli con lui era come passeggiare a New York con Sinatra".
Chiusura di Gigi D'Alessio con il ricordo di un grande cantautore: "C’era un suo concerto e, in contemporanea, uno di Lucio Dalla, poco lontano. Davanti al teatro, con trenta centimetri di neve, si formò una fila chilometrica. A un certo punto arrivò pure Lucio. “Tanto da me non è venuto nessuno”. Grande Lucio, generoso. Parlava bene di me. “Questo sa leggere la musica come nessuno”,






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